Torna la rubrica PIATTO UNICO di Chiara Santilli. Uno spazio-blog all’interno di Umbria24 dove, in un unico post, si mescolano vari ingredienti, amalgamati tra loro. Con un linguaggio diretto e chiaro, arricchito da immagini suggestive (sottotitolo “T’immagini”) e accompagnato da suggerimenti musicali (sottotitolo “In sottofondo”). Con l’invito a seguire Chiara sul suo personalissimo e originalissimo blog.

di Chiara Santilli

Gli esperti del Codacons sono stati chiari: questo Natale sarà nel segno dell’austerity. Lo ripetono da settimane tv, radio e giornali, come se non bastasse fare un giro tra i commercianti in città o fare quattro chiacchiere con le persone per capirlo lo stesso. Comunque, stando ai dati ufficiali e per essere proprio precisi, noi umbri spenderemo 157 milioni di euro per le festività, tra cibo, regali, arredi per la casa e via dicendo. L’8% in meno rispetto allo scorso anno. È allarme sociale, a quanto pare! Non voglio banalizzare, sia chiaro. Né tantomeno voglio scherzare su una questione che ha dei risvolti pesanti sulla nostra economia e sulle tasche di tante famiglie (compresa la mia).

Voglio però prendere spunto da questa indagine sui consumi di Natale per formulare qualche riflessione. Spenderemo di meno perché abbiamo meno soldi. E abbiamo meno soldi perché quelli che guadagniamo ci servono o per pagare Iva, Imu, Tares e compagnia bella o per mantenere vivo il nostro status sociale (in una casa ci vorrai abitare? a cena fuori ogni tanto ci vorrai andare? connesso col mondo grazie all’abbonamento a internet ci vorrai restare? eccetera eccetera). Dunque, quel poco che resta ci condizionerà inevitabilmente nella scelta dei regali per i nostri cari: scelte che somigliano sempre più spesso a strategiche operazioni di finanza e marketing insieme.

Il regalo sarà utile, di piccole dimensioni, facilmente consumabile, colorato e indirizzato specialmente ad un destinatario molto giovane (che si sa, il Natale è dei bambini): insomma, così descritto, pare che il regalo ideale sia un tubo di caramelle Smarties! Non c’è da scherzare, lo so. Ma non percepite anche voi un senso di tristezza generale e contagiosa, di preoccupazione e di paura? Stati d’animo che si riflettono nelle espressioni serie, nei sorrisi tirati e nei freni ai propositi. Perché è questo l’effetto peggiore della crisi: che ci frena, ci rallenta e ci spegne. Ci fa fare un passo indietro anziché due in avanti. E ci fa aver paura perfino del Natale. Ma se il problema sono i regali, cerchiamo delle alternative interessanti e magari più gratificanti. Alternative che possono occupare il vuoto lasciato dall’8% in meno di cui sopra.

“Regalo di Natale 2013” può essere anche la notizia che Sandri riaprirà la saracinesca; la risata della tua più cara amica al telefono; una ricetta che è riuscita meglio a te che alla Parodi; un posto di lavoro salvato; la fiducia che qualche “forcone” prima o poi scapperà di mano; la fotografia di qualche angolo dell’Umbria scattata da un nuovo turista; una scuola ristrutturata; una buca rattoppata; la consapevolezza che ogni tristezza renderà ognuno di noi più forte, e mai più debole. O, più semplicemente, le parole incoraggianti di un Papa che sa di papà.

Ai lettori di Umbria24, buon Natale!

In sottofondo – Fiorello, Città vuota (album “A modo mio”, 2004)

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