di Simone Pettirossi e Luca Gatti*
Perugia2019, con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, ha rappresentato una grande sfida per tutta la nostra regione. Sono stati superati steccati e si è aperto un laboratorio culturale importante. Al di là del risultato abbiamo perciò il dovere di proseguire i cantieri avviati, attorno ai quali sono già state poste le impalcature, costituite da competenze professionali, risorse umane ed economiche, soggetti imprenditoriali ed istituzionali.
Dobbiamo cogliere fino in fondo le opportunità ancora presenti prima che diventino un mero costo da supportare. Rischio da non sottovalutare in questa fase nella quale gli entusiasmi non sono del tutto sopiti. L’esito finale della candidatura a capitale europea della cultura ha lasciato ovviamente un po’ di amaro in bocca e perciò aspettiamo di leggere con attenzione le motivazioni della Commissione, che nei prossimi giorni saranno rese pubbliche. Vogliamo capire, infatti, con serenità quali sono stati gli elementi che hanno convinto i giudici europei e hanno fatto vincere Matera.
Vogliamo anche stimolare subito il rilancio del protagonismo culturale dell’Umbria col desiderio di essere cittadini europei attivi e innovativi. La cultura era e rimane infatti uno dei perni centrali dell’economia regionale, su cui si può fondare lo sviluppo del nostro territorio nei prossimi anni. C’è uno strumento immediato a cui possiamo mettere mano e sul quale dobbiamo porre con forza l’attenzione: i fondi europei. Per intercettarli abbiamo a disposizione persone, capacità, competenze, relazioni, strumenti, messi in campo per la candidatura, che vanno ora subito rivitalizzati e riattivati.
Come dipartimenti Europa e Cultura intendiamo supportare con forza questo percorso, ponendo la nostra attenzione su quello che è stato edificato in questi anni e dando vita anche a cantieri innovativi, per sviluppare sempre di più e meglio la nostra vocazione culturale e europeista.
*Responsabili dei dipartimenti Cultura ed Europa del Pd dell’Umbria
