Il coraggio di denunciare, la responsabilità di proteggere, il dovere di contrastare, l’impegno nella prevenzione. La lotta alla violenza di genere contro le donne e gli eventuali figli minori, con tutti i temi che porta con sé, è passata per la Prefettura di Terni, dove martedì mattina è stato siglato un ‘Protocollo d’intesa per la creazione della Rete antiviolenza provinciale’.

A Palazzo Bazzani, dal Prefetto Antonietta Orlando, presenti rappresentanti di Tribunale di Terni, Procura della Repubblica, Tribunale e Procura per i Minorenni, Questura di Terni, Comando Provinciale dei Carabinieri, Comando Provinciale della Guardia di Finanza, Usl Umbria 2, azienda Ospedaliera ‘S. Maria’, Zone sociali della provincia di Terni; c’era la Consigliera di parità per la Provincia di Terni, presenti l’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Terni e il Soroptimist International Club di
Terni.

Il documento è finalizzato alla implementazione di una rete antiviolenza provinciale e
definisce linee guida comuni, impegni reciproci e obiettivi condivisi per prevenire, riconoscere e contrastare ogni forma di violenza contro le donne, favorendo, tramite operazioni di prevenzione e percorsi educativi mirati, la riaffermazione dei valori del rispetto dell’altro, dell’uguaglianza e della convivenza civile. Previsto il potenziamento dello scambio informativo tra le Istituzioni, la promozione di azioni mirate, volte a informare, formare e sensibilizzare, l’attuazione di percorsi di supporto, accompagnamento e protezione delle donne, l’istituzione presso la Prefettura del ‘Tavolo Interistituzionale per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere
contro le donne e conseguentemente contro eventuali figli minori del territorio della provincia di Terni’ composto da referenti degli organismi firmatari del Protocollo.

Sullo sfondo, rispetto a questo strumento di cui si dotano oggi le istituzioni, resta il recente fatto di cronaca che ha scosso la comunità provinciale tutta, in modo particolare quella stronconese che ha vissuto da vicino l’atroce aggressione ai danni di Fatiha da parte del marito. La donna, poco più di un mese fa, è stata presa a martellate a bordo di un bus. L’uomo le ha fracassato il cranio, riducendola in un letto di ospedale con conseguenze devastanti. Si tratta di una donna che, su input anche della figlia minore, aveva trovato il coraggio di denunciare. Tuttavia, in quel caso, la misura del braccialetto elettronico non ha funzionato. Il segno che c’è ancora molto da fare.

Il Prefetto ha espresso apprezzamento per la sensibilità manifestata da tutti i firmatari del protocollo. «Questo documento – ha detto – sancisce il nostro impegno concreto nella lotta a un fenomeno che, purtroppo, continua a coinvolgere troppe donne. La violenza di genere è un problema sociale, che postula una corresponsabilità di tutti gli attori pubblici e privati nell’agire per un reale contrasto al fenomeno e per il mantenimento di una società in cui la libertà e i diritti ad essa connessi siano la base dei rapporti che la fondano. È necessario, quindi, un impegno congiunto, un lavoro di rete che consenta un reale cambiamento culturale per tutelare e sostenere le vittime, educare le nuove generazioni e promuovere il valore del rispetto e delle pari opportunità».

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