Il nostro Paese a causa della crisi economica e finanziaria mondiale, nonché delle politiche sbagliate del Governo, è nelle condizioni di 10 anni fa, con una ripresa economica inesistente che accresce le distanze con quei paesi europei e mondiali che stanno uscendo dalla crisi.

Il tasso di occupazione in Italia è sceso sotto il 57%, la disoccupazione giovanile è arrivata al 30; 7 milioni di giovani tra i 18 e 34 anni restano in casa, con i genitori, perché non possono permettersi una propria abitazione.

Le famiglie stanno consumando i propri risparmi, cresce la cassa integrazione e la precarietà nel lavoro.

Gli ultimi dati ci presentano un paese in una situazione drammatica: anziani, giovani, donne sono sempre più a rischio di povertà e il sistema delle imprese è abbandonato a se stesso, nel mezzo della crisi e della globalizzazione, mentre il Governo taglia gli investimenti alla scuola pubblica, alla ricerca, all’Università, al welfare e verso gli Enti Locali, con il Presidente del Consiglio che pensa alle proprie aziende, alla magistratura e alle feste di palazzo.

L’Italia è un Paese sempre più ingiusto, più ripiegato su se stesso, dove per motivi elettoralistici vengono alimentate paure, insicurezze, divisioni ed egoismi.

Cresce la popolazione anziana senza aiuti e con gravi non auto sufficienze: circa 2 milioni sono soli o convivono con altre persone soggette a gravi problemi di salute.

Peggiorano le condizioni degli invalidi civili, con il Governo che vuole fare cassa sulla pelle di queste persone, tagliando i contributi di accompagnamento e richiamando a visita in maniera indiscriminata.

Su oltre 12 milioni e 900 mila pensioni, il 79% non superano i 1000 euro e di queste più di 8 milioni non superano i 500 euro, le più colpite sono le donne e diminuisce  ancora il potere di acquisto.

La pressione fiscale con questo Governo è cresciuta raggiungendo il 42,8%, i più colpiti sono i pensionati e i lavoratori, mentre dilaga l’evasione, la corruzione e l’illegalità nel lavoro.

Occorrono politiche che siano di stimolo alla ripresa e all’occupazione e che riducano le tasse su salari e pensioni, per favorire la crescita dei consumi, con adeguati controlli sui prezzi e tariffe.

Servono politiche per l’innovazione, la ricerca, la formazione, per sostenere le imprese e riforme politiche ed istituzionali nel rispetto pieno della Costituzione.

Anche l’Umbria è dentro la crisi, c’è la necessità di un rapido e condiviso processo di modernizzazione per una regione che deve riprendere a crescere, per il lavoro e la tutela del benessere dei cittadini.

Per questo dobbiamo spingere più in avanti il processo di innovazione avviato dalla Giunta Regionale dell’Umbria sulla semplificazione amministrativa, la riforma endoregionale e della sanità, il piano per il lavoro e l’industria,  per rafforzare il sistema di welfare locale, ed assumere come centrale la riforma della pubblica amministrazione, intervenendo anche sugli sprechi, i costi della politica e affrontando la questione morale aperta, chiedendo di fare un passo indietro a chi ne è toccato.

Come Sindacato dei Pensionati abbiamo presentato la piattaforma rivendicativa e avviato il confronto con la Regione e l’Anci per avere risposte sui servizi sociali e sanitari, la casa, il reddito, la cittadinanza attiva, la non auto sufficienza.

Non siamo mai stati fermi come CGIL e SPI, abbiamo fatto assemblee, iniziative e mobilitazioni, da ultimo lo sciopero del 6 maggio, con la manifestazione a Terni, per contrastare le politiche del Governo e per affermare una vera democrazia sindacale, contro la pratica degli accordi separati voluta dallo stesso e da alcune Associazioni datoriali insieme a CISL e UIL.

Le nostre proposte e la mobilitazione sono servite e serviranno ancora grazie ai tanti lavoratori, giovani e pensionati che partecipano e sostengono lo SPI e la CGIL.

Non ci siamo rassegnati e non abbiamo abbassato la testa di fronte agli attacchi del Governo di destra e delle controparti, rivendicando con forza la nostra autonomia basata sul progetto e mettendo al centro sempre l’interesse generale del Paese.

L’Italia sta finalmente cambiando, lo dicono le recenti elezioni amministrative, dove forte è stata la spinta di tanti ragazzi e ragazze stufi dei falsi miti e delle promesse.

Il Berlusconismo e il Governo devono liberare il campo perché stanno provocando enormi guasti ed è auspicabile un ricambio della classe dirigente per assumere la responsabilità di governo del nostro Paese.

In questo senso è auspicabile che anche CGIL, CISL e UIL ritrovino la strada dell’unità nell’interesse dei pensionati e dei lavoratori.

Sindacato Pensionati Italiano CGIL Umbria

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Lettera aperta dello Spi Cgil alle pensionate, ai pensionati, ai giovani, ai cittadini”

Comments are closed.