Brunello Cucinelli

di Vincenzo Sgalla*

La cifra di 2.000 euro come premio per obiettivi è quello che normalmente contrattiamo per gli operai nelle aziende del settore tessile. Iil 35% è la maggiorazione oraria per chi fa più di otto ore al giorno di lavoro. Dieci sono le ore di assemblee annue retribuite, oltre ad altre ore di permessi retribuiti dovuti per legge ai delegati aziendali per svolgere i loro compiti di democrazia e rappresentanza. Queste sono alcune regole non rispettate nell’azienda del “re del cachemire” Brunello Cucinelli. Diritti dovuti, che altri imprenditori riconoscono. Atro che 20% in più! (Il riferimento è a questo articolo apparso su Il Corriere dell’Umbria).

Ovviamente e naturalmente, i 570 dipendenti dell’azienda di Solomeo, una volta coscienti di questo, possono scegliere “liberamente” di non avvalersi dei loro diritti, e il sindacato, la Cgil in particolare, da sempre rispetta le scelte dei lavoratori. Ma è necessario che siano pienamente consapevoli di quello che gli spetta, anche per poter decidere di non rivendicarlo.

Di certo, la crisi che stiamo attraversando ci pone davanti tante altre priorità ed emergenze, che ci vedono impegnati ogni giorno per cercare di salvare aziende anche storiche del nostro territorio.

In queste occasioni i lavoratori hanno senza dubbio meno possibilità di scelta, anche perché, quando si arriva a quel punto, il datore di lavoro normalmente abbandona il modello di “impresa Umanistica”.

Non vorrei però che si confonda il ruolo del sindacato: guai a considerarlo come una specie di soccorso rosso nei momenti di crisi e un ostacolo nei momenti di espansione.

Le grandi democrazie industriali non sono fatte così. Ai lavoratori, ai loro rappresentanti viene deputato un ruolo vero nel controllo, nella contrattazione, nella gestione e nella crescita delle imprese e questo, per fortuna, accade anche in molte realtà del nostro territorio. Ed è proprio grazie a questa modello di relazioni industriali che siamo riusciti a salvare e rendere efficienti nella competizione internazionale grandi aziende di Perugia.

Perciò, è necessario chiarire alcuni aspetti fondamentali nell’impresa Cucinelli: per questo chiederemo un incontro con la proprietà e con la Confindustria di Perugia, che, per sua missione, è tenuta far rispettare i contratti e leggi anche a Solomeo.

*Segretario generale Cgil Perugia

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