«Massimiliano Presciutti fa un’analisi grossolana che non coincide né con il programma politico espresso dal governo di questa Regione né tantomeno con la volontà manifestata pubblicamente in più occasioni dalla presidente Stefania Proietti». Prova così a riportare ordine il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, nel caos innescato dalle parole del presidente della Provincia e sindaco di Gualdo Tadino, secondo cui la rete di emergenza urgenza umbra dovrebbe essere composta da sei presidi (Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello, Branca e Orvieto), tra i quali non compare Spoleto, che sarebbe peraltro l’unico Dea di Primo livello (solo Perugia e Terni sono di Secondo livello) a venire escluso dall’assetto paventato.

«In una fase in cui dobbiamo ancora discutere il nuovo piano socio sanitario regionale, confrontandoci per garantire dignità ai servizi nei territori di Spoleto e della Valnerina, nonché nella parte sudest della Regione a partire da Acquasparta – dice ancora Sisti – sentire queste affermazioni non solo confonde i cittadini, li allarma e li preoccupa, ma restituisce un’approssimazione che di certo non può essere in alcun modo la base da cui partire per riorganizzare la sanità umbra».

L’intervento di Presciutti sull’ospedale di Spoleto, comunque, arriva dopo il primo conclave allargato ai consiglieri regionali sul nuovo Piano sociosanitario e tocca un tema delicatissimo per un territorio che, nell’ottobre 2020, in piena pandemia, ha già subìto pesanti rinunce, una su tutte lo smantellamento dell’area materno infantile dell’ospedale.

A rendere ancora più delicata le sorti dell’ospedale di Spoleto nella rete regionale è la scadenza elettorale: al massimo nella primavera 2027 gli spoletini saranno chiamati alle urne per scegliere il sindaco e il consiglio comunale. In questo quadro, l’assetto indicato da Presciutti ha scatenato una baraonda in città, soprattutto perché, come già riportato, in molti sono consapevoli che le sue parole interpretano il pensiero di alcuni pezzi della maggioranza che sostiene Proietti.

In questo quadro, a dire che «Spoleto non accetterà nessun ulteriore arretramento sull’ospedale» è stato il consigliere regionale del Pd, Stefano Lisci, il quale ha poi aggiunto: «A scanso di ulteriori equivoci ricordo che le amministrazioni parlano per atti e non per chiacchiere e a oggi non c’è nessun atto che preveda il ridimensionamento del nostro ospedale».

Nuova levata di scudi anche dai gruppi di maggioranza in consiglio comunale (Pd, M5s, Civici Umbri e Ora Spoleto) che, con una nota congiunta, hanno «ritenuto opportuno ricordare gli impegni assunti con la città sul futuro del San Matteo degli Infermi, che prevedono la piena riapertura di tutti i reparti e servizi, dopo una chiusura determinata esclusivamente dalla giunta regionale di centrodestra guidata da Tesei». Per tutti loro «le affermazioni del presidente Presciutti rappresentano una posizione personale che – dicono – non condividiamo nel merito e nel metodo». 

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