Il Pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

Di imperioso a Benevento c’è stato il colpo di testa con cui Ciofani ha chiuso in maniera impeccabile, da centravanti di sempre, il cross con la giusta forza di Moscati: uno stacco a prendere in controtempo i due difensori di casa e rendere vano il volo di Gori. Ma in una partita non occorre fermarsi solo su ciò che da solo vale il costo del biglietto, anche per le emozioni che ne derivano. Nel calcio ci sono anche gli errori, le giocate utili per alleggerire la pressione degli avversari,  che magari riescono a giocare in attacco anche quando sono in inferiorità numerica. Ci sono le decisioni arbitrali, che incidono sul risultato ma che fanno parte del “gioco”.

Gian Luca Benassi da Bologna è stato in prima pagina per qualche giorno perché è toccato a lui sospendere Milan-Pro Patria, l’amichevole degli insulti a Boateng, e dunque dopo una decisione tanto pesante quanto sacrosanta, come dubitare che non abbia visto giusto nel contatto ravvicinato, uno scontro vero e proprio tra Russo e Cipriani, con i campani  in affanno nel chiedere il rigore? Il vento ha girato dalla parte del grifo perché per una volta i propositi di un allenatore  sono stati rispettati(“ facciamo noi la partita, aveva ordinato Camplone, perché loro in casa preferiscono giocare di rimessa”) e perché il Benevento non solo non ha tratto giovamento dal cambio dell’allenatore, ma è parso lontano parente di quello che si presentò al debutto in campionato sotto i riflettori del Curi.

Da Benevento arrivano responsi confortanti per il futuro, anche se i valori appaiono sempre più livellati e  la concorrenza non arretra di un centimetro: anche quando Politano non è sfavillante, come spessissimo è capitato nel girone d’andata, la squadra può giocarsela, dire la sua, prendere l’iniziativa come appunto è capitato nel primo tempo, oppure giocare nella propria metà campo a difesa del vantaggio senza correre rischi eccessivi. La continuità di risultati sta arrivando, ma evidentemente non basta: per proseguire su questi ritmi occorrerà aspettare qualche defaillance  degli avversari e azzeccare tutte le mosse di mercato. Gli ultimi due arrivati, Cangi e Nicco sono partiti con il piede giusto, ma  tanto di cappello anche a di Tacchio che ha lottato come è nel suo dna, ma soprattutto come se fosse un confermato a vita e non come un probabile partente. Le montagne russe (gli alti ed i bassi) ora sembrano lontane e possono solo favorire il lavoro di tutti, a cominciare dall’allenatore che sta allontanando perplessità  legate ad una scelta avvenuta in un momento in cui al grifo tutto girava storto.

Koprovec: Autorevole nel piazzamento, mai temerario nelle uscite alte, che sembrano il piatto forte del suo repertorio. Il lavoro tra i pali è di assoluta normalità. Voto: 6.5

Cangi: Piace il fatto che non vuole «miracol mostrare»: non accusa minimamente il debutto, è concentrato, segue gli sviluppi del gioco e solo a metà ripresa la concentrazione si abbassa un po’. Voto: 6.5

Russo: Convincente per autorevolezza negli interventi e nel piazzamento, anche se, per amore del vero, non è la prima volta che da l’impressione di essere tra quelli che possono migliorare strada facendo. Il solo neo sta nello impatto con Cipriani, a due passi da Koprivec, che poteva costare caro. Ma tutto è bene ciò che l’arbitro non fischia…a sfavore. Voto: 7

Lebran: Tranquilli, perché dove non ci arriva con la rapidità, ci mette il mestiere e la calma olimpica, che per un difensore non è un limite, ma una garanzia. Non è un caso che la difesa  con lui e Russo sembra meglio  registrata, meno in affanno. In attesa di conferme. Voto: 7-

Liviero: Un cuor di leone quando provano ad attaccare dalla sua parte con spinta ed intensità; qualche attimo di smarrimento solo in posizioni diverse da quella abituale. Attivo nel primo tempo nel cercare sempre Rantier. Voto: 6.5

Moscati: Ha un calcio pulito, sia in corsa che da fermo, segno di tecnica e di precisione. Non è un caso che le due pennellate per Ciofani fruttano il goal e una conclusione a lato di un amen. Si sostituisce a Politano nei cross e spesso riesce a creare la superiorità numerica con i suoi cambi di passo. Voto: 7+

Esposito: Partenza al fulmicotone, e dal suo piede calamitato partono le offensive più efficaci del primo tempo. Arretra solo nella ripresa quando il Benevento va in forcing. In netta ripresa rispetto ad un passato più o meno recente. Voto: 6.5

Di Tacchio: Radio mercato lo vuole in partenza, ma lui gioca come se le voci non lo riguardassero. Randella come sempre  e ammucchia fascine per il falò finale. Voto: 6+ (dal 19′ st Nicco: Mantiene fede ai propositi bellicosi annunciati in sede di presentazione: entra in partita in un amen e non guarda tanto per il sottile. Voto: 6)

Politano: Una domenica normale, una prestazione sufficiente, i fuochi d’artificio li ha conservati per le partite più incerte. Tornare sulla terra aiuta sempre. Voto: 6 (dal 35′ st Fabinho: Danno anche lui in partenza, ma nei 20 minuti che resta in campo da spettacolo con il movimento di gambe e di bacino. Voto: 6.5)

Ciofani: Sa aspettare l’attimo fuggente, non si innervosisce mai quando il pallone non arriva o arriva male, segno che è sicuro del fatto suo. La calma dei forti, ingaggio meritato, perché è il capocannoniere della squadra e può diventarlo del campionato. Voto: 7.5

Rantier: Non crossa, ma in compenso guadagna qualche punizione, allunga la squadra.La sensazione è che anche qualche giocatore che era in panchina con Camplone  avrebbe potuto giocare come il francese, che solo con il mestiere riesce a non far bruciare l’arrosto. Voto: 6-

Camplone: La squadra gli risponde, perché non si preoccupa del fattore campo. Coraggioso nel mettere in campo gli ultimi due arrivati, segno che li ha valutati  con un occhio attento. Se arrivano i tre punti anche con un Politano «normale» è segno che c’è un maggiore coinvolgimento del gruppo. Rimpicciolire gli avversari  non deve essere giudicato mai facile. Voto: 7