di Mario Mariano
Quella festa fuori tempo, quella felicità strabocchevole una volta visto il pallone di Rantier in rete, è stata fatale al Perugia, che non va alla finale dei play off , certo non solo per aver concesso al Pisa ,ridotto in dieci, di riacciuffare il pareggio, strozzando l’urlo di gioia di un pubblico come al Curi non se ne vedeva da oltre dieci anni.
Le scelte di Camplone La esperienza tanto invocata da Camplone non ha fatto la differenza né nel primo tempo, né nel secondo. Tante delusioni una dietro l’altra: la lentezza di Italiano, la inutilità di Dettori, anche lui statico, senza mai una incursione in area o una sovrapposizione sulla fascia. Un gioco al rallenty, anche dopo che all’avvio il Pisa aveva già mandato in tilt il povero Lebran, che si trascinerà per tutta la gara il grave errore sul goal di Rizzo.
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La partita La festa c’è stata sugli spalti, con un tifo vecchio maniera, con gli striscioni di una volta, con migliaia di ragazzi che hanno tirato fuori dai cassetti le magliette dei loro eroi di ieri e l’altro ieri. In campo c’era il solito Pisa, spavaldo a tratti, che ha mandato a memoria un gioco che gli è riuscito quasi sempre e che è andato in affanno solo dopo essere rimasto in dieci e dopo che Camplone ha giocato la carta della rivoluzione nella rivoluzione. Un Pisa che inizia a far gioco dalla difesa, mai buttando via il pallone, che ha nelle ripartenze la sua qualità migliore. A ripresa inoltrata, dentro Ciofani, ma non al posto di Tozzi Borsoi, ma di Giani, Camplone stavolta non è stato didascalico nei cambi; fuori Italiano per tentare l’assalto con le tre torri, e dentro nientemeno che Cacioli , attaccante aggiunto. Un assalto all’arma bianca, con tanta confusione, affidandosi ai lanci per cercare di raddrizzare una situazione che di minuto in minuto appariva sempre più compromessa. Al 35 Ciofani servito da Tozzi Borsoi girava in rete nell’ area piccola il pallone dell’ 1-1. Pisa in affanno per l’espulsione di Trulli per doppia ammonizione, e al 40 il Curi diventava una bolgia: Nicco guadagnava il fondo, ridosso della curva Nord, in agguato sul secondo palo c’era Rantier che bruciava tutti con un diagonale preciso e violento. La festa in campo andava fatta al momento giusto, squadra dispersa ed emotivamente già ebbra di gioia, e al primissimo affondo il Pisa , con tre passaggi chiudeva i conti:2-2 con Favasulli, liberissimo di battere a rete nel cuore della difesa avversaria. I cinque minuti di interruzione del gioco per sostituire la bandierina del calcio d’angolo, perché il capitano per la gioia era riuscito a spezzarla, il recupero, non ha giovato al Perugia : a far festa sono stati i tremila pisani. Al Perugia resta l’amaro in bocca e la compostezza e grande sportività dei suoi supporter, che hanno lasciato lo stadio ammutoliti dopo aver accarezzato il sogno della finalissima solo per una manciata di secondi. Peccato, peccato, peccato.
Koprivec: Fa il suo come sempre, si oppone a Perez per evitare un goal da ko anticipato, i compagni di reparto non lo aiutano certo ad intervenire sulle reti di Perez e Favasulli.Voto:7
Moscati: Frenato anche lui nel primo tempo, perché non c’è circolazione di palla, non ci sono sovrapposizioni. Il suo vigore atletico è sprecato, dovendo spingere, recuperare da subito. Diventa importante, autorevole, utile quando va a centrocampo in virtù della girandola delle sostituzioni, vicino anche al goal, tra i pochi a salvarsi. Voto:7-
Russo: Si batte come al solito, ma nonostante il cambio degli orchestrali la musica è la stessa di Pisa ed anche lui può solo duellare con chi gli capita a tiro, con incerta fortuna. Voto:6—
Lebran: Gettargli la croce addosso adesso diventa un gioco da ragazzi; certo è che l’errore iniziale ne condiziona vistosamente tutta la partita e Camplone, vedendolo cosi tanto in difficoltà avrebbe potuto risparmiargli figuracce a getto continuo con un Perez in forma smagliante.Voto:4
Giani: In affanno su Gatto, forse gli pesa il fatto della lunga inattività, vanta al suo attivo un tiro dalla lunga distanza a metà primo tempo e poco altro.Voto:5 (dal 26 st. Ciofani, il merito di creare scompiglio in quel fortino apparso fino ad allora sicuro, ed il merito del goal del pareggio, sradicato dal piedi dello avversario: Voto: 6.5)
Politano: Ogni pallone scagliato verso la porta incoccia sempre un avversario, sembrava dovesse partire dalla panchina, perché a Pisa era apparso giù di corda. Ripete la stessa prestazione, la sua tecnica e la sua velocità che avrebbero dovuto fare la differenza, sono rimaste nel cassetto.Voto:5
Nicco: Si intestardisce nel dribbling nel primo tempo quando non trova intesa con i compagni. Cresce in maniera evidente nella ripresa, nella spinta e nell’assist per Rantier che poteva valere la finale. Voto:6
Italiano: Passo da lentone, da uno che deve difendere uno 0-0; prova i lanci e li sbaglia, prova i passaggi corti, elementari e la manovra non va né avanti né indietro. Voto:5—(dal 26 st Cacioli: Assente da tanto tempo, ci mette l’anima e salta su ogni pallone che gli arriva.Voto:6)
Dettori: Un pesce fuori d’acqua, alla faccia dell’esperienza in A, logico chiedersi ma non poteva essere più utile il reietto Clemente, che nessuno sa che fine abbia fatto dopo essere stato vicino al rientro, seppure partendo dalla panchina? Voto: 4.5 (dal 14 st. Rantier il fiuto del goal non lo perde mai; realizza un goal che poteva passare alla storia, entrato lui il Pisa va in crisi ( visto Moneti durante l’intervallo caricare a dovere sia lui che Ciofani). Voto:7
Tozzi Borsoi: Vicino al pari all’inizio , poi nessun pallone giocabile fino all’assalto all’arma bianca finale. Voto: 5.5
Fabinho: Sgomita, lotta, crossa con qualche difficoltà, ma anche lui in affanno, perché non servito con la stessa intensità dei giorni migliori. Voto:6-
Camplone: La rimonta è stata eccezionale, la capacità di trasmettere il suo credo calcistico importante, ma è sulla gestione dei tanti giocatori a sua disposizione che ha mostrato dei limiti. Va ringraziato per aver raggiunto i play off con relativa facilità, ma le due partite della semifinale pesano troppo sul rendimento globale e se si tiene conto del numero di giocatori a disposizione, delle loro qualità, e del fatto che ha tenuto in naftalina Clemente, non uno qualsiasi. Voto:6+
