di Serena Sargenti*
Ci sono due temi che quest’estate infiammano le colonne dei giornali locali e che finiscono per incrociarsi: il degrado del centro storico e la realizzazione di un Cie in Umbria (Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati irregolari presenti in Italia).
Da qualche giorno i politici di ogni orientamento rilanciano proposte, immaginano soluzioni.
Si scatenano polemiche e reazioni, un gran polverone. Il punto è che non esistono soluzioni miracolose. Interventi risolutivi da parte di singoli soggetti. Il declino sociale ed economico del centro storico è derivato da una serie di cause, corresponsabilità e scelte sbagliate. I residenti del centro hanno abbandonato le loro abitazioni per trasferirsi in case più comode in periferia e le hanno affittate a studenti il cui numero, nel tempo, è drasticamente diminuito e non solo a studenti.
C’è stato il trasferimento di numerose strutture pubbliche, i cui dipendenti davano un certo movimento all’economia del centro. Sono nati centri commerciali nelle periferie e nello stesso tempo in centro si proibiva l’apertura di nuovi commerci di grande metratura con l’idea di tutelare i piccoli commercianti, ma senza riuscirci, visto che la gente preferisce muoversi pur di risparmiare. Abbiamo sceso un gradino alla volta, aspettando che fossero le istituzioni preposte a trovare soluzioni concrete ed efficaci, ma la gravità della trasformazione che il centro stava subendo è stata recepita in ritardo dalle istituzioni e la situazione è ormai troppo degenerata perché si possa risolvere solo con l’intervento della Forze dell’Ordine, anche se un attento controllo del territorio per garantire la sicurezza dei cittadini è necessario, né con l’apertura di nuovi Cie, che hanno già dimostrato di non riuscire a risolvere il problema della sicurezza.
L’apertura di un presidio di polizia in via Bartolo ha migliorato la situazione nelle vie limitrofe, spingendo, però, gli spacciatori verso Piazza Grimana. Il problema si è quindi semplicemente trasferito. La soluzione, ormai, non può essere affidato solo alle istituzioni.
Il tavolo tecnico convocato il 28 gennaio dalla Giunta per il rilancio di Piazza Grimana, al quale hanno partecipato 7 dirigenti, ha avuto come esito una Delibera di Giunta dell’11 luglio che prevede l’installazione di 4 telecamere e il potenziamento dell’illuminazione in Piazza Grimana.
Il modello di sviluppo che, in questo momento, è probabilmente l’unico veramente praticabile e capace di rivitalizzare il centro storico, è creare un rapporto nel quale, l’Amministrazione sostiene, indirizza e collabora con l’iniziativa dei residenti attraverso l’associazionismo di quartiere e con i commercianti, che non è altro che l’applicazione del principio di sussidiarità.
Questa dovrà essere una SFIDA COLLETTIVA, e sarà indispensabile l’ intervento, l’energia e l’iniziative, di tutte quelle associazioni che sono sorte, negli anni, nei nostri cinque rioni e che hanno cercato di dare risposte innovative, inventandosi manifestazioni, eventi, mercatini e mostre, per far transitare il messaggio che in ogni rione si organizzano cose nuove e interessanti e che mai come in questo momento dovranno continuare ad occuparsi di attività, sociali,culturali, commerciali e ricreative, intrecciando rapporti con le istituzioni e con la Consulta costituita da Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Cna che intende promuovere il centro storico non solo da un punto di vista economico, ma come luogo di riferimento per la vita sociale.
Vorrei concludere con una nota personale. Io sono nata e ho sempre vissuto in centro. Ho avuto la fortuna di vivere il momento d’oro di questa zona, dove tutti s’ incontravano in centro e dove si poteva girare indisturbati a qualunque ora.
Indietro non si torna. Oggi ci sono nuove esigenze, nuovi bisogni, una popolazione sempre più eterogenea con la quale bisogna convivere, interagire e realizzare un’integrazione che si basi su diritti e doveri ed è per questo che bisogna lavorare tutti insieme ad un nuovo progetto per poter consegnare ai nostri figli una città viva socialmente e culturalmente e sicura e la Cisl , non solo, sosterrà e parteciperà a tutte le iniziative che andranno in questa direzione, ma propone incontri periodici, ogni due o tre mesi, con tutte le associazioni e la Consulta per svolgere un compito di verifica e di sollecitazione nei confronti delle azioni che devono essere portate avanti dall’Amm. e dalle istituzioni in genere.
Non mancano le idee, le potenzialità, la disponibilità delle persone bisogna solo che ci si coordini e si vada tutti nella stessa direzione, per evitare che le promesse e i buoni propositi rimangano solo parole.
*Segretario regionale Cisl Umbria
