A pochi giorni dalle elezioni con cui si sceglierà il nuovo rettore dell’Università degli studi di Perugia il sindaco Wladimiro Boccali interviene con gli auspici dell’Amministrazione
di Wladimiro Boccali*
L’elezione del nuovo Rettore dell’ Università di Perugia è sempre un fatto di grandissimo rilievo non solo per l’Ateneo ma per la città tutta. Lo è però soprattutto adesso, ovvero in un momento di difficoltà ma nello stesso tempo cruciale per trasformare la crisi in opportunità di rinascita. E’ una sfida possibile, e città e Università devono giocarla assieme.
Chiunque degli autorevoli candidati diventerà Rettore avrà un compito molto importante: rilanciare l’ Università in chiave europea, sul piano della didattica e della ricerca; sanare divisioni interne, per recuperare solidarietà e unità di intenti; rafforzare la collaborazione con le istituzioni, a partire dall’Amministrazione comunale di Perugia; progettare lo sviluppo della vita universitaria sul fronte della qualità dei servizi, non meno importante della qualità della didattica. Ci sono, nel complesso microcosmo accademico, centri di eccellenza da tutelare, e punti critici da superare. L’Università perugina ha al suo interno le forze e le intelligenze per ottenere risultati positivi.
Credo che soprattutto l’Università, ed in primo luogo il nuovo Rettore, debbano saper cogliere le novità che emergono, con sempre maggiore evidenza, dalle strategie che Perugia sta disegnando non solo per il proprio futuro, ma già per il presente. Ho sempre detto che la candidatura a capitale europea della cultura 2019 è un progetto di ampio respiro, ambizioso nel senso migliore del termine, che si muove in una logica di prospettiva: fare della città un laboratorio di innovazione che punti a valorizzare su basi originali e creative l’antico patrimonio di arte, cultura, paesaggio, ambiente, qualità della vita. Che riesca a trasformare spazi urbani desueti o addirittura marginali e a ridisegnare funzioni e vocazioni. Che si confronti con l’Europa già nel rinunciare ai vecchi localismi dell’Umbria e ragioni come territorio.
Se per il nostro futuro puntiamo sull’economia della conoscenza, sulla tecnologia che rende intelligente la città, sulla cultura che fa crescere le coscienze e produce ricchezza immateriale (ma non solo), allora è evidente che tutto quel prezioso patrimonio che sono le istituzioni di alta formazione e cultura, a partire da un Ateneo che ha oltre sette secoli di storia alla spalle, costituisce un interlocutore fondamentale. Più di un interlocutore, anzi: un partner strategico che viene chiamato a interagire sul piano del confronto quotidiano e delle strategie a lungo termine.
Da parte sua, l’Amministrazione comunale confermerà al nuovo Rettore la piena convinzione che città e Università debbano raggiungere livelli sempre più elevati di collaborazione, ricordando che su questo piano si sono già fatti negli ultimi anni significativi passi in avanti. Un ragionamento sui servizi, per esempio, o sulle nuove dislocazioni delle sedi della didattica, non può che trovare Amministrazione comunale e Università sedute allo stesso tavolo per raggiungere lo stesso obiettivo.
Tutti concetti, questi, che ho rappresentato ai candidati nelle iniziative pubbliche alle quali sono stato invitato a partecipare e negli incontri che ho avuto con loro. L’assoluto rispetto dovuto alla autonomia dell’Università, soprattutto in questo delicato passaggio, non esime il sindaco dall’auspicare che il nuovo Rettore, chiunque sia, si ponga come autorevole interprete degli interessi della nostra comunità.
*Sindaco di Perugia
