Mario Bravi, segretario della Cgil (foto Fabrizi - U24)

di Mario Bravi*

Nella discussione che si è svolta al tavolo dell’alleanza sull’utilizzo dei fondi europei e nella prospettiva della definizione del quadro strategico regionale 2014 – 2020, la CGIL ha messo in evidenza che la priorità sulla quale va caratterizzata l’impostazione futura deve essere quella del lavoro, attraverso la definizione di un vero e proprio piano del lavoro.

Siamo infatti convinti che occorre modificare le priorità e le politiche economiche e sociali partendo dalla domanda e non dall’offerta, modificando profondamente le politiche incentrate sulla austerità e sul rigore a senso unico. Nell’ultimo settennio, indubbiamente, nella nostra regione, il fattore lavoro è quello che ha subito di più i colpi della crisi. Il lavoro è stato colpito in termini di reddito, di livelli occupazionali e di prospettive.

Sono 120 mila i cittadini umbri che si trovano in condizioni di estrema sofferenza, infatti abbiamo 40 mila disoccupati, oltre 40 mila precari, 17 mila cassintegrati, e 23 mila neet (scoraggiati). La nuova fase della programmazione comunitaria dovrà ripartire dal lavoro e finalizzare a questo obiettivo le risorse comunitarie. All’interno dei limiti gravi che caratterizzano le politiche economiche e sociali, ci sono nel documento che è stato proposto novità positive, su cui è possibile far leva per aprire una fase nuova:

La logica integrata dei fondi europei, che supera la segmentazione e concentra le priorità (plurifondo); L’obiettivo di mettere in atto politiche di contrasto alla povertà crescente valorizzando il ruolo del welfare, visto come elemento di sviluppo e di prospettiva; La condizionalità ex ante, che consente anche nella nostra regione di intervenire sul sostegno a politiche industriali, che partano dalle caratteristiche dei nostri territori. In questo senso è necessario sostenere l’attrattività dell’area ternana, conforme l’intervento adeguate senza dimenticare le problematiche della fascia appenninica. Questi elementi sono punti importanti su cui il sindacato darà un ulteriore contributo.

Riteniamo importante inoltre continuare il confronto con i soggetti rappresentativi e interessati all’apertura di una fase nuova dello sviluppo economico e sociale della nostra regione.

*Segretario Generale CGIL Umbria

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