di Claudio Ricciarelli*

La scelta del Governo regionale di adeguare consistentemente le risorse destinate al finanziamento degli assegni di ricerca per giovani laureati/e da ospitare all’interno delle imprese e Enti pubblici umbri con un correlato incentivo alla successiva stabilizzazione occupazionale è un atto importante e positivo che va nella direzione da tempo sollecitata ripetutamente anche dalla Cisl. Si dà una risposta concreta ai tanti progetti di ricerca presenti dai giovani laureati umbri (960) e alle diffuse attese suscitate dalla pubblicazione del bando regionale che, in assenza di risorse adeguate, sarebbero rimase deluse e frustrate.

E’ una decisione e un’azione coerente e non assistenziale che contribuisce a dare soluzioni al grave problema della disoccupazione giovanile con alti livelli di istruzione e che, come è noto, in Umbria, come in Italia, fa fatica a entrare nel mercato del lavoro e trovare un lavoro corrispondente al grado di formazione conseguita. Finanziare quasi 5 cento assegni di ricerca darà certamente una sana e utile iniezione di energie nuove e fresche, che possono rappresentare “una marcia in più” per facilitare processi di innovazione, ricerca e diffusione di conoscenze all’interno delle imprese e quindi accrescerne il loro livello di competitività di cui si avverte tanto il bisogno, in particolare in Umbria, dove il tasso di disoccupazione giovanile è tra i più alti del Paese.

E’ una scelta importante che anticipa e facilita il confronto di concertazione futuro con le parti sociali sullo stesso Piano Triennale per il Lavoro per il quale, come Cisl, abbiamo, a più riprese, sollecitato misure straordinarie per l’occupazione dei giovani, che per il prossimo biennio è auspicabile che, su queste azioni di politica attiva per il primo inserimento al lavoro dei giovani scolarizzati, si realizzi una cooperazione interistituzionale capace di mobilitare risorse aggiuntive e soggetti nuovi (Università, Camere di Commercio, Fondazioni, Centri di ricerca). Ora è auspicabile che tali progetti di ricerca siano gestiti bene nelle imprese interessate e che queste esperienze siano capaci di trasformarsi in vere e proprie occasioni di inserimento lavorativo stabile per i giovani coinvolti cogliendone anche l’incentivo economico messo a disposizione delle imprese (7 mila 5 cento euro) ospitanti.

*Il segretario regionale Cisl Umbria

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