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«L’accordo sottoscritto lo scorso anno non è stato rispettato per la parte dei livelli occupazionali ed è in scadenza. All’orizzonte c’è la vendita e non sottoscrivere una nuova intesa vuol dire lasciare in mano all’azienda l’esclusiva gestione della fase di transizione che si aprirà dal prossimo mese. Siamo preoccupati e riteniamo necessario tornare a discutere il futuro del sito siderurgico di Terni ai tavoli del ministero dello Sviluppo economico». Questi i temi che le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl, Usb, e le Rsu di Ast hanno portato all’attenzione della presidente della giunta regionale Donatella Tesei e dell’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni, giovedì mattina in videoconferenza. Le risposte ricevute da Palazzo Donini non sono state all’altezza delle aspettative e intanto fa discutere il tavolo già convocato per il 9 ottobre prossimo: «Non è chiaro – tuonano i metalmeccanici – chi ci sarà e qual è l’ordine del giorno della riunione». La Regione intanto da parte sua avrebbe promesso di attivarsi per la convocazione di un summit al Mise, ma quello con le parti sociali non è un rapporto dal clima sereno.

Vendita Ast All’indomani dell’incontro senza grosse novità andato in scena mercoledì ai piani alti di viale Brin con l’amministratore delegato di Thyssenkrupp-Ast, i sindacati hanno incontrato i vertici regionali per discutere ancora del futuro di Acciai speciali Terni. A margine della call con Tesei e Fioroni, questa la nota diramata: «Le organizzazioni sindacali  hanno espresso le preoccupazioni in ordine al non rispetto dei livelli occupazionali nell’accordo in scadenza il 30 settembre 2020 e della fase di incertezza che si determinerà con la gestione unilaterale dell’azienda nei 9-12 mesi necessari per perfezionare la vendita del sito. Le stesse segreterie territoriali hanno richiesto di riaprire il tavolo al Mise. La giunta regionale si è presa l’impegno di farsi parte attiva -sul versante istituzionale- di convocare il tavolo ministeriale e ha confermato una nuova riunione tra le parti per il 9 ottobre 2020. Su questo punto le parti non sono state in grado di sviluppare la discussione per impegni della Presidente, pertanto Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb chiederanno un chiarimento alla Giunta Regionale in merito all’Odg  e agli attori che vi parteciperanno. Le organizzazioni sindacali, anche oggi, registrano una mancata risposta alle preoccupazioni evidenziate. Inizierà un percorso assembleare da tenersi presumibilmente prima del 9 ottobre 2020.

 

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