In Umbria è già allarme siccità

di Ivano Porfiri

L’Umbria è già in emergenza idrica e le prospettive verso la bella stagione non sono certo positive. A far suonare l’allarme è la Regione Umbria in una relazione aggiornata al 28 febbraio, diramata alle Province, che stanno già adottando i primi provvedimenti. Tra questi non è escluso che ci sia un aumento delle tariffe.

Fino al 90% di piogge in meno E’ un dossier di 15 pagine con grafici e tabelle quello che gli uffici della Regione  hanno stilato per affrontare un argomento che da qui all’estate rischia di mettere l’Umbria in seria difficoltà. «A partire dal gennaio 2011 – si legge nell’incipit – l’Umbria è stata nuovamente interessata da una situazione di crisi idrica dovuta ad una notevole scarsità di precipitazioni che, nei mesi di agosto e novembre, ha fatto registrare picchi superiori anche al 90% di precipitazioni in meno rispetto alla media storica».

Andamento precipitazioni nell'ultimo anno

Deficit 41% in un anno Confrontando i dati delle precipitazioni 2011-2012 con quelli del 2001-2002 e del 2006-2007, per la Regione la situazione attuale è definita «molto grave». Infatti, mentre nel 2001-2002 e nel 2006-2007 era stato riscontrato un deficit di pioggia rispettivamente del 27,0% e del 21,9% nel 2011-2012 il deficit è del 41% (424,3 mm di pioggia in meno su tutto il territorio regionale). Dai dati raccolti, il periodo ottobre 2011-febbraio 2012 ha fatto registrare il valore più basso a partire dal 2001, al di sotto di almeno 30 mm rispetto ai valori delle precedenti crisi idriche del 2001 e del 2007.

Sorgenti appenniniche agli sgoccioli Se si guardano i riflessi sulle sorgenti appenniniche, si intuisce il problema che ci sarà per l’Umbria da qui all’estate. Le attuali portate presentano quasi sempre valori prossimi a quelli minimi storici. Lo dimostrano anche gli andamenti, in litri al secondo delle portate di alcune sorgenti che costituiscono le principali captazioni dei quattro Ati umbri. La tabella seguente contiene le portate del 28 febbraio per gli anni 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012.

Le portate delle sorgenti umbre al 28 febbraio per ogni anno

La tabella seguente contiene le portate al 31/12/2011 e al 28/02/2012, come si può vedere, tranne che le sorgenti di Bagnara e Capo d’Acqua di Nocera Umbra, si sono registrati decrementi. Va ricordato che i mesi di gennaio e febbraio sono caratterizzati dal recupero delle portate sorgive.

Raffronto tra 2011 e 2012

Falde in crisi Anche l’esame dei livelli di falda fa emergere una situazione di oggettiva difficoltà. «Gli attuali livelli delle falde – scrive la Regione – sono vicini ai livelli minimi storici tranne i pozzi di Gubbio Raggio piccolo, Terni Lagarello e Terni Maratta i cui valori risultano confrontabili conquelli medi storici; va però evidenziato che, come per le sorgenti, il trend risulta sempre negativo». La tabella seguente contiene i livelli di falda del 28 febbraio per gli anni 2006, 2007,2008, 2009, 2010, 2011 e 2012.

I livelli delle falde umbre al 28 febbraio di ogni anno

Nella tabella seguente sono riportati i valori dei livelli di falda al 31/12/2011 e al 28/02/2012 come si può vedere, tranne che per il pozzo di Cannara RU, si sono registratidecrementi che in alcuni casi, pozzo di Gubbio raggio Piccolo, risultano veramente notevoli.

Raffronto tra 2011 e 2012

Trasimeno in controtendenza Diversa è la situazione del Lago Trasimeno, il cui livello al 28 febbraio era pari a -89 cm, valore 37 cm al disotto rispetto a quello alla stessa data del 2011, confrontabile con quello del 2010 ma molto superiore rispetto a quello registrato nel 2009 e nel 2008 (rispettivamente -109 e -131). Quindi nei primi due mesi del 2012 il livello del lago è «prossimo ai valori medi del periodo».

La situazione di Montedoglio Come evidenzia la Regione, nel periodo gennaio 2011-febbraio 2012 sul bacino imbrifero dell’invaso di Montedoglio è stato riscontrato un deficit di pioggia pari al 29,6% (-337,1 mm), tale carenza di precipitazioni «ovviamente – si legge – si sta ripercuotendo sugli afflussi alla diga, che attualmente ha un invaso utile di solo 22,8 milioni di metri cubi».

Irrigazioni forse in salvo «Il perdurare di questa situazione di carenza di precipitazioni – prosegue la relazione – ha indotto la Regione Umbria e la Regione Toscana a limitare l’utilizzo dell’acqua al momento disponibile nell’invaso. Attualmente, al fine di garantire un adeguato livello qualitativo del fiume Tevere, vengonorilasciati 800 l/s, valore superiore a quello del mese precedente, che era di 500 l/s, in quanto gli apporti nevosi hanno reso possibile questo incremento. Da un’analisi condotta sulla base dei consumi medi annuali è ipotizzabile che, in presenza di un corretto utilizzo della risorsa, l’invaso di Montedoglio riesca a soddisfare nel periodo estivo tutte le esigenze irrigue collegate all’invaso, idropotabili e di deflusso minimo vitale sul Tevere».

Si muove la Provincia di Perugia Per esaminare la situazione  il Presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, ha convocato una riunione delle varie componenti del Tavolo Tecnico Permanente Stagione Irrigua. Alla riunione, tenutasi in Provincia, presieduta dal consigliere provinciale con delega all’agricoltura Luca Secondi, hanno partecipato, oltre al Presidente Guasticchi, l’assessore alla difesa e gestione idraulica Domenico Caprini, l’assessore all’agricoltura e alla gestione ed al controllo ambientale Roberto Bertini, Gianluca Paggi responsabile del Servizio Difesa e Gestione Idraulica della Provincia di Perugia, il presidente dell’Ente Acque Umbre e Toscane, Diego Zurli ed i rappresentanti degli assessorati regionali alla Tutela ed alla Valorizzazione dell’Ambiente e delle Politiche Agricole ed Agro-alimentari, della Confederazione italiana agricoltori, della Federazione regionale Coldiretti e della Confagricoltura.

Pericolo di calamità naturale Nella riunione si è, come prima cosa, certificato lo stato di crisi avanzato che segna una carenza idrica intorno al 40%, con la conseguente possibilità di una stagione a rischio per la tutela ambientale ed i fabbisogni idrici dell’agricoltura. Di seguito, si è deciso di fare richiesta perché, all’interno dell’attività programmatica della Regione, venga recepita la necessità di affrontare la crisi idrica che nel suo perdurare può trasformarsi in calamità naturale. Infine, anche per evitare il “ritorno” di una possibile immagine in qualche modo ingiustamente vessatoria della Provincia di Perugia, nell’applicazione dovuta delle normative regionali, il Tavolo ha deciso che sia necessario affrontare unitariamente l‘emergenza prevedendo una stretta collaborazione tra la Provincia stessa, le istituzioni ed il mondo agricolo interessato dal problema, nonché favorendo un monitoraggio continuato della situazione.

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