La Tk-Ast di notte
La Tk-Ast (Foto di Luca Pisu)

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

Le Rsu bocciano il piano di riorganizzazione di Tk-Ast. Dopo aver ascoltato più o meno silenziosamente il riassetto del sito siderurgico definito dall’azienda, le sigle sindacali compattamente si esprimono sul modello presentato dal management di viale Brin.

LA VERTENZA AST

Rsu: «Così aumento incidenti su lavoro» E il giudizio è secco: «Per quanto ci riguarda – scrivono – tale assetto non risponde a una prospettiva di difesa e di rilancio dell’azienda e dei suoi standard qualitativi e operativi, non garantisce gli standard minimi di sicurezza impiantistica, rischiando concretamente di favorire un aumento degli infortunio sul lavoro».

Incontro con ad Morselli La presa di posizione è arrivata nei minuti in cui i segretari sindacali si stavano sedendo al tavolo con l’amministratore delegato, Lucia Morselli, in vista della prima verifica sull’accordo siglato lo scorso 3 dicembre. Il tavolo si è concluso intorno alle 13 a causa di un impegno della Morselli a Roma. Durante l’incontro i segretari hanno comunque chiesto di dettagliare l’andamento aziendale, focalizzando l’attenzione su volumi produttivi, commerciale, organizzazione aziendale, approvvigionamenti, ambiente, energia, dumping. «Le informazioni fornite lasciano presupporre  – si legge nella nota – che l’azienda stia lavorando per confermare gli impegni assunti al ministero dello Sviluppo economico. Rispetto alla complessità e all’importanza dei temi trattati sono stati, però, chiesti ulteriori approfondimenti al fine di rendere chiari gli obiettivi da perseguire».

Margini per trattativa e accordo? Nel merito delle questioni si entrerà in due incontri calendarizzati per lunedì e giovedì, poi si vedrà se ci sarà bisogno di ulteriori convocazioni. Sul fronte della riorganizzazione del sito, i segretari hanno sostenuto la posizione espressa dalle Rsu che chiedono di aprire una trattativa sul riassetto definito dall’azienda.  «Rispetto alla riorganizzazione interna – scrivono i segretari – la discussione spetta alle Rsu e deve essere effettuata nel solco delle tradizioni sindacali ternane contraddistinte da confronto, discussione, condivisione e accordi». Sul punto, stando a quanto trapela, l’ad Morselli si sarebbe dimostrata apparentemente disponibile, ma occorrerà capire quali sono i reali margini di manovra. Già, perché nell’ambito degli incontri sul riassetto spiragli di apertura su una vera trattativa non se ne sarebbero registrati e considerato che in 15 giorni, come previsto, la riorganizzazione sarà operativa qualche timore tra i lavoratori c’è.

Le fermate Così come serpeggia preoccupazione sulla possibilità che l’azienda per le fermate produttive ricorra alle ferie forzate invece che all’ammortizzatore sociale, almeno per quei lavoratori che hanno maturato un monte ferie massiccio. E non è un caso, forse, se al termine della riunione le segreterie hanno ribadito all’ad Morselli che «gli eventuali scarichi produttivi dovranno essere gestiti con gli strumenti in essere come fatto fino ad oggi», cioè con la cassa integrazione.

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Taglio del 25% della forza lavoro nei reparti Tornando alla riorganizzazione le Rsu, dopo aver chiuso la girandola di incontri (produzioni a freddo inox-titanio, Lac, acciaieria e servizi, aree Logistica, laboratori e controllo qualità, vigilanza e infermeria), all’appello mancano solo tubificio e Aspasiel, sono entrate nel merito esprimendo una valutazione negativa «perché – hanno scritto – dai numeri forniti gran parte delle efficienze sono a carico dei lavoratori, non avvenendo a fronte di investimenti impiantistici e innovazioni tecnologiche che ne motivano e giustificano la fattibilità». In buona sostanza, tagliano corto alcuni, la direzione ha proposto un taglio del 25% delle unità in organico a molti reparti, con conseguenze sia sulla mole che sulle condizioni di lavoro.

Manutenzioni Non solo. Le Rsu parlano di una «chiara volontà di indebolire tutte le aree manutentive dello stabilimento, con un’attestazione sui numeri di forza attualmente presenti che non esprimono un modello organizzativo definito e capillare, in grado di garantire al massimo i livelli ottimali degli standard manutentivi a livello impiantistico».

Impiegati E poi: «C’è preoccupazione per quanto affermato dalla direzione aziendale rispetto alla parte impiegatizia, agli ulteriori esuberi previsti, a un modello che così costruito mette in discussione la gestione di alcuni enti strategici e fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi indicati nell’accordo».

Accordo disatteso Per questo i sindacati bollano la riorganizzazione come «inaccettabile», esprimendo «riserve sulla reale possibilità di raggiungere i livelli produttivi sottoscritti in sede ministeriale» a cominciare dal milione di tonnellate di acciaio colato. Tanto che «se non ci fosse la disponibilità dell’azienda ad apportare modifiche saremmo costretti a mettere in campo, insieme ai lavoratori, tutte le azioni necessarie a contrastare l’assetto proposto».

Risposta Ast La risposta dell’azienda, comunque, non si è fatta attendere: «L’assetto organizzativo proposto – si legge in una nota – garantisce la capacità produttiva minima di un milione di tonnellate di acciaio colato all’’anno, verranno effettuati investimenti per il potenziamento degli impianti, a cominciare dal trasferimento della linea 5 di Torino, mentre le aree manutentive dello stabilimento sono in grado di garantire i livelli ottimali degli standard manutentivi a livello impiantistico, così come il modello organizzativo proposto rispetta tutti gli standard qualitativi, operativi e di sicurezza impiantistica anche nel rispetto dei requisiti di tutte le certificazioni necessarie. Ast conferma quindi – è la conclusione – il percorso di rilancio e sviluppo intrapreso, nella consapevolezza che questo richiede l’’impegno costante di tutte le parti. L’’azienda auspica quindi che management, rappresentanti sindacali, istituzioni, lavoratori possano collaborare per sostenere le attività di rilancio dell’’acciaieria».

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One reply on “Tk-Ast, Rsu bocciano riorganizzazione: «Inaccettabile, così aumento incidenti su lavoro»”

  1. Io ci lavoro in questi impianti e assicuro achi legge che cio che l’azienda vorrebbe attuare è del tutto inaccettabile, soprattutto in termini di sicurezza !!!
    Se entro a lavorare con le mie gambe , non voglio certo uscire in ambulanza ……

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