Foto archivio generica Fabrizio Troccoli

Umbria 14esima per risparmio medio procapite. Ma attenzione: chi vive qui non è poco prudente, semplicemente fa i conti con redditi troppo stretti per le spese.

Dati e considerazioni arrivano rispettivamente dal Centro studi Tagliacarne e dalla Camera di Commercio dell’Umbria che sottolinea come dal 2019 al 2024 la propensione al risparmio degli umbri sia aumentata, passando dal 5,6 al 6,3 per cento. Tuttavia, si resta ampiamente al di sotto della media italiana, che si attesta all’8,3 per cento, e pure del Centro, che si ferma al 7,3 per cento. Al vertice si va in doppia cifra: Piemonte 10,7 per cento; Lombardia 10,5 per cento; Emilia Romagna 10,1 per cento.

A livello provinciale, poi, in Umbria si registra una propensione al risparmio più elevata in provincia di Terni, che è 75esima: qui nel quinquennio in esame si è passati da 5,8 a 6,9. Più in basso Perugia, che non va oltre l’81esimo posto con la propensione al risparmio cresciuta dal 5,5 al 6,2. A guidare la classifica: Biella 13,7 per cento; Asti 11,4; e Vercelli 12,8.

In numeri assoluti significa che nel 2024, secondo il Centro studi Tagliacarne, il risparmio medio pro capite degli umbri è stato di 1.418 euro, ossia il più basso del Centro Italia, ma fanno meglio anche la Basilicata con 1.527 euro e il Molise con 1.460 euro. Gap marcato anche con le regioni confinanti: Toscana ottava con 1.869 euro; Lazio decimo con 1.744 euro; Marche 11esima con 1.680 euro. Sul podio, invece, ci sono Lombardia con 2.943 euro; Piemonte con 2.719 euro; ed Emilia Romagna con 2.705 euro.

A livello provinciale la situazione è rovesciata rispetto alla propensione al risparmio: Perugia è 68esima con 1.437 euro, quindi appena sopra al valore medio pro capire regionale, mentre Terni è 71esima con 1.371 euro. Viaggiano oltre il doppio le province più ricche: Milano 3.920 euro; Biella 3.560 euro; Modena 3.260. Ma fanno molto meglio anche molte province confinanti, ad eccezione di Rieti 1.189 euro e Viterbo con 1.161 euro: Siena 1.891 euro; Ancona 1.815; Arezzo 1.707 euro; Ascoli Piceno 1.496 euro; e Macerata 1.622 euro.

Per Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio «il dato sul risparmio chiede una lettura seria, non consolatoria. L’Umbria migliora rispetto al 2019, ma resta sotto la media italiana e sotto quella del Centro: significa che il margine lasciato alle famiglie dopo i consumi è ancora troppo stretto». In questo quadro, Mencaroni dice che «continueremo a mettere a disposizione dati, ma la conoscenza deve diventare azione: più produttività, più competenze, più digitale, più credito orientato agli investimenti, servizi più efficienti e lavoro di qualità. È su questi terreni che tutte le istituzioni e le forze sociali ed economiche devono convergere, perché il risparmio diventa sviluppo solo se nasce da redditi più forti e da fiducia. Non basta difendersi dagli imprevisti: dobbiamo aiutare l’Umbria a trasformare quel margine in futuro, capitale umano e nuova capacità di crescere».

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