Il convegno

di M. To.

La meta finale è, più o meno condivisa. I percorsi per raggiungerla un po’ meno. Ma intanto che politica, mondo dell’impresa e sindacati ne parlino, provando a fare una sintesi tra le proposte, più che tra le polemiche, è già molto.

Il convegno L’occasione l’ha offerta il convegno, organizzato dal Pd ternano e fortemente voluto dal senatore Gianluca Rossi – «è fondamentale che tutte le orze vive e veramente interessate al rilancio della città abbiano la possibilità di confrontarsi e mettere a disposizione idee e progetti» – che aveva ‘Crescita e politiche industriali. Quali strumenti per la reindustrializzazione del Paese?’ come tema portante.

Rossi Una delle condizioni più importanti, secondo Gianluca Rossi, è quella di «creare un contesto adeguato per chi decide di investire nel nostro territorio», fatto che garantirebbe l’autentica legittimazione dell’accordo di programma. Puntando su «green economy, nuovi materiali e tecnologie ad essi connessi», senza mai dimenticare che  «la rivoluzione delle infrastrutture digitali è importante tanto quanto quella delle infrastrutture logistiche».

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Neri Il presidente di Confindustria Terni , Stefano Neri, ha confessato di immaginare la trasformazione «della nostra, da città di stabilimenti, a città dove si sviluppa capacità imprenditoriale», mettendo in risalto – forse pensando ai rappresentanti di Ast seduti in platea – che «la politica industriale ha senso se fatta al minimo su base Europea, anche se va adeguata a livello locale», aggiungendo poi – in sala c’erano anche loro – che «dobbiamo creare nuove società, perché le medie imprese, a Terni sono troppo poche». Senza trascurare un passaggio ‘ad effetto’: «Non esiste l’innovazione nella continuità: l’efficacia dell’innovazione deve essere dirompente».

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Altri temi Molti e diversi i temi introdotti nel dibattito: dalla «competitività che non si garantisce abbassando il costo del lavoro, ma facendo ricerca ed innovazione, oltre che con relazioni tra imprese, sindacati e politica che devono essere permanenti e non ad eventi sporadici» (Cgil); alla necesità di superare  gap storici: «L’Umbria è isolata perché c’è un problema infrastrutturale vecchio di decenni (Cisl); fino alle difficoltà di accesso al credito credito ed al fatto che «le aziende dovranno sempre più spesso finanziare lo sviluppo con mezzi propri» (Lega Coop).

Di Girolamo Secondo il sindaco Di Girolamo «è necessario lavorare a un ‘patto per lo sviluppo’ che si muova su due direttrici: la prima, un tavolo di confronto con il mondo economico e sociale della città, in un’ottica di nuova dimensione pubblica e di reindustrializzazione. La seconda, un impegno nel favorire tutte quelle iniziative private che abbiano come finalità l’attrazione d’investimenti e la creazione di nuove attività imprenditoriali».

Il contributo Il sindaco ha sottolineato che «il confronto con i rappresentanti dell’impresa e del mondo del lavoro, organizzato dal Pd, rappresenta un contributo non rituale alla soluzione del tema centrale che affligge il nostro Paese, ma anche l’Umbria e Terni; ossia uscire dalla crisi e agganciare la crescita per far riprendere l’occupazione, visti i drammatici dati soprattutto di quella giovanile, ma non solo. Nella società attuale – secondo Di Girolamo – alla politica e quindi anche alle istituzioni, compete il ruolo di creare un contesto adeguato per fare esprimere al meglio chi decide di investire e rischiare del suo».

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One reply on “Terni, tra crisi e prospettive di sviluppo per la città: la politica e il mondo del lavoro a confronto”

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