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di Massimo Colonna

Prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori della K4Up, call center ternano i cui operatori sabato mattina hanno iniziato uno sciopero. La questione adesso si sposta sui banchi istituzionali: nel consiglio comunale di lunedì pomeriggio il Partito democratico ha presentato un’interrogazione mentre una delegazione di lavoratori e sindacalisti ha incontrato il vice prefetto Andrea Gambassi (il prefetto Gianfelice Bellesini era impegnato fuori città). Dall’incontro ne è uscita l’assicurazione dell’avvio dell’iter per la convocazione di un tavolo, a cui, su richiesta specifica dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali, dovranno partecipare anche i committenti nazionali del call center. I lavoratori ora riprenderanno lo sciopero, in attesa di novità. Intanto giovedì 5 marzo è fissato un incontro tra azienda e sindacalisti.

PARLANO I LAVORATORI

In prefettura Alle 14.30 di lunedì pomeriggio la delegazione di sindacalisti e lavoratori ha lasciato gli uffici della prefettura, dove ha incontrato il vice prefetto Gambassi. «Abbiamo chiesto ed ottenuto che si apra un tavolo istituzionale – ha spiegato appena fuori dalla prefettura Angelo Manzotti, Cisl Terni – perchè solo in questo modo possiamo chiarire la situazione». A breve dunque la prefettura convocherà il tavolo.

In Comune Della questione si occuperà anche il consiglio comunale di Terni, tramite l’interrogazione presentata lunedì pomeriggio da Valeria Masiello, consigliere comunale e responsabile Lavoro del Partito democratico, Sandro Piccinini e Francesco Filipponi. La Masiello lunedì mattina era presente anche al presidio dei lavoratori davanti ai cancelli dell’azienda. «Chiediamo al sindaco e alla giunta – si legge nel testo dell’interrogazione – di trovare una soluzione alla controversia, per quanto nelle funzioni, attraverso l’attivazione di tutti i soggetti competenti, anche in merito alla posizione dei lavoratori rispetto alle loro posizioni Inps». Al presidio dei lavoratori era presente anche Lorenzo Carletti, responsabile provinciale di Rifondazione comunista, il quale ha espresso «solidarietà ai lavoratori, nella speranza che venga fatta chiarezza il prima possibile».

Nuovo incontro Dall’azienda intanto – che sabato ha respinto tutte le accuse difendendo il suo operato – lunedì mattina hanno tentato di aprire un nuovo tavolo con i sindacati, che al momento però non è stato organizzato vista l’attesa per l’audizione di oggi con il prefetto. La data individuata per un nuovo incontro tra le parti è quella di giovedì 5 marzo.

Le richieste Dal 27 febbraio scorso i lavoratori del call center sono entrati in sciopero, dopo che circa una ventina di operatori hanno ricevuto una lettera di licenziamento e un centinaio si sono invece visti decurtare lo stipendio (quello di gennaio) della metà. L’azienda sabato ha risposto sostenendo che «nei prossimi giorni verrà elargita l’altra metà dello stipendio e che sui licenziamenti già sono in corso le pratiche per la riassunzione con una nuova commessa».

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