«Di Maio pinocchio e falso». Va giù duro il vicepresidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, sulla vicenda della Tagina di Gualdo Tadino, la cui situazione di stallo è stata risolta lunedì pomeriggio dall’approvazione di un emendamento del governo al decreto Milleproroghe che, di fatto, consente di accedere agli ammortizzatori sociali in deroga per il periodo del rilancio da parte dell’acquirente Saxa Gres. Sull’emendamento, in ogni caso, Paparelli auspica «che tutte le forze politiche concorrano in maniera unitaria».

Pinocchio Ciò che ha mandato su tutte le furie Paparelli, ma anche il sindaco di Gualdo Massimiliano Presciutti (che ha inviato un messaggio a Di Maio) è il post Facebook con cui rivendica di aver salvato la Tagina. Così Paparelli gli ha risposto definendolo «pinocchio e falso». Poi è tornato sulla cosa in consiglio regionale, rispondendo a una interrogazione di Smacchi su Tagina. «Il ministro Di Maio – ha detto Paparelli – non si è mai interessato alla vicenda, tant’è che ieri mattina, all’uscita dalla riunione al ministero, i sindacati erano sconcertati perché non si era detto nulla. Poi è arrivato, qualche ora dopo il post del ministro, probabilmente già predisposto. Un modo di gestire le vertenze che dimostra di non avere alcun senso dello Stato e delle istituzioni».

Propaganda politica «Con i precedenti Governi di centrodestra e centrosinistra – ha aggiunto Paparelli rispondendo a una interrogazione di Smacchi in consiglio regionale – abbiamo sempre avuto a cuore, nelle vertenze, l’interesse dei lavoratori, dell’azienda e dello sviluppo del territorio. Non è mai stato fatto come strumento di propaganda politica come abbiamo invece assistito nelle ultime ore». Anche Smacchi evidenza come «il ministro Di Maio ha fatto un comunicato-post trionfalistico, dichiarazioni trionfalistiche false, in alcuni tratti prive di fondamento, al limite della provocazione».

Difficoltà e speranza Paparelli ha poi ricostruito l’intera vicenda Tagina. «Il sito produttivo di Gualdo Tadino, occupa oltre 160 dipendenti e con un passato davvero glorioso. L’azienda ha iniziato a vivere delle difficoltà dal 2010 per la crisi che colpì i mercati principali (italiani e russi). Tutto ciò ha portato nel 2016 ad aprire un tavolo di confronto presso la Regione con l’azienda, il Comune, le Agenzie regionali, Confindustria ed organizzazioni sindacali. L’azienda dimostrò la volontà di provare a rimodellare il processo produttivo e commerciale attraverso un cambio di strategia, anche attraverso investimenti ricorrendo ad ammortizzatori sociali che accompagnarono i lavoratori in quella fase. A fine 2016 si è tentato un rilancio industriale che non ha avuto, in quella fase, un buon fine. Successivamente si è andati alla ricerca di una partnership industriale che fosse in grado di rilanciare l’azienda. Sul finire dello scorso anno, grazie anche al lavoro delle istituzioni, si è addivenuti all’accordo per la cessione del pacchetto azionario a favore della Società Saxa Gress dell’imprenditore Francesco Borgomeo, lo scorso 20 aprile».

Gli ultimi sviluppi «A fronte del piano di ripresa delle attività produttive – ha proseguito Paparelli -, l’azienda ha deciso di richiedere al ministero del Lavoro, l’attivazione delle previsioni normative dell’articolo 22 bis (decreto leg.vo ‘148/2015’) che consente la concessione della cassa integrazione straordinaria per 12 o 6 mesi prevista per imprese con più di 100 dipendenti ed in presenza di determinate condizioni legate alla continuità aziendale ed alle prospettive. Sulla base di questo decreto, a giugno l’azienda e la Regione hanno stipulato il pre accordo, necessario per l’attivazione del procedimento per la concessione della cassa integrazione straordinaria in proroga. Inopinatamente, il Ministero, dopo alcuni giorni, senza mettere a conoscenza le Regioni e le parti, ha prodotto una circolare che interpretava in maniera più restrittiva il precedente provvedimento (febbraio) che consentiva invece l’accesso agli ammortizzatori sociali. Noi, i primi di luglio, abbiamo scritto immediatamente al Ministero appena ricevuta la lettera di diniego rispetto all’accordo. C’è un ricorso dell’azienda presso il Tar Lazio su questa vicenda. La Regione ha trovato una soluzione normativa che ha inviato al Ministero chiedendo la modifica nel decreto ‘Mille proroghe’, attraverso un emendamento per l’estensione della possibilità della proroga anche all’area ex Merloni per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, equiparando quest’area a quelle di crisi complessa. Auspico che tutte le forze politiche concorrano in maniera unitaria all’approvazione di questo provvedimento».

Caparvi (Lega): «Salvata da governo» Dalla parte di Di Maio si schiara il leghista Caparvi. «Il grande impegno del Governo, con l’emendamento al Milleproroghe, salva 50 posti di lavoro a Gualdo Tadino e dà ossigeno a tutta la fascia appenninica. Un grazie ai lavoratori che hanno tenuto duro in questi mesi, agli imprenditori che hanno messo a disposizione un piano industriale ambizioso. Oggi – sottolinea Caparvi – inizieranno le votazioni al Milleproroghe e si concretizzerà la possibilità di estendere i benefici dell’area di crisi complessa all’area ex Merloni. Benefici di cui potrà godere non solo la Tagina, ma anche altre realtà industriali e artigianali».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.