Lavoratori all'ingresso della fabbrica

di Iv. Por.

La preoccupazione partita dalla pianura di San Sisto scala l’acropoli cittadina e bussa ai palazzi della Regione. La situazione alla Perugina fa suonare i campanelli d’allarme ai piani alti del potere che tutto vogliono fuorché una nuova Tk-Ast, specie a tre mesi dalle elezioni regionali. Stavolta, dunque, la presidente Catiuscia Marini anticipa tutti e, subito dopo il grido di allarmi lanciato dai sindacati, convoca a Palazzo Donini i vertici della multinazionale.

La convocazione «Riguardo alla situazione dello stabilimento Nestlé di San Sisto a Perugia – si legge in una nota – la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha richiesto un incontro urgente ai vertici della multinazionale». In una lettera inviata al responsabile delle relazioni industriali di Nestlé Italia, Gianluigi Toja, la presidente Marini ricorda che «lo stabilimento Nestlè di Perugia San Sisto rappresenta un insediamento storico per la città e l’industria regionale. Nel corso degli ultimi mesi la riduzione dei volumi produttivi è stata affrontata attraverso la stipula di contratti di solidarietà. Ritengo pertanto necessario – scrive la presidente – , stante anche il tempo intercorso dall’attivazione degli ammortizzatori sociali e le preoccupazioni evidenziate dalle organizzazioni sindacali in ordine alle prospettive produttive, la disponibilità ad un incontro da tenersi in tempi molto brevi».

Situazione bollente Nei corridoi della Perugina che le cose non andassero come dovrebbe si dice già dai giorni successivi della stipula dei contratti di solidarietà. Un atto di responsabilità che ha garantito un orizzonte senza licenziamenti, ma l’incertezza derivava soprattutto dalla mancanza di orizzonti dovuta al calo delle commesse e alla mancanza di programmazione. Di recente, poi la Rsu è stata convocata per rendere noto come per la prima volta nel 2015 si scenderà sotto le 25 mila tonnellate di produzione. Le ulteriori voci di smobilitazione di linee produttive, infine, hanno fatto il resto. L’allarme ora da arancione diventa rosso e un chiarimento della Nestlè sul futuro di San Sisto diventa un caso regionale.

Leonelli e Giacopetti: «Difendere il territorio» Sulla vicenda interviene anche il Partito democratico, con i segretari Giacomo Leonelli e Francesco Maria Giacopetti. «La richiesta di un incontro urgente – sostengono – attesta ancora una volta la volontà delle istituzioni guidate dal centrosinistra di tenere i piedi ben piantati tra le istanze dei cittadini e di mettere in cima alla lista delle priorità la difesa del territorio, delle realtà produttive, della buona occupazione». Dopo aver richiamato la vicenda Ast, i segretari regionale e comunale sottolineano come «non più tardi di sabato abbiamo incontrato, insieme al responsabile economico nazionale Pd Filippo Taddei, rappresentanti dei lavoratori e delle Rsu della Perugina, raccogliendo segnali preoccupanti per la tenuta di un’azienda vitale per il tessuto produttivo cittadino e regionale oltre che per il futuro occupazionale del territorio. In quella sede abbiamo ribadito e ribadiamo la necessità e l’urgenza di tenere alta l’attenzione sugli strumenti a disposizione per un confronto con l’azienda per evitare il peggio. Dobbiamo mettere in campo – aggiungono – ogni sforzo possibile e il Pd è pronto a fare la sua parte. Il Pd nazionale sta monitorando con attenzione l’evolversi della vicenda, con la consapevolezza che mentre gestiamo il peggio dobbiamo programmare meglio, per mettere l’azienda nelle condizioni di lavorare, offrendo condizioni nuove». «Quello che stupisce e preoccupa, in questa situazione – concludono – è il silenzio dell’amministrazione comunale di Perugia, a guida centrodestra. Il ruolo delle istituzioni, come abbiamo visto a Terni, è determinante e non possiamo permetterci che il Comune capoluogo rimanga in disparte in una partita in cui è in gioco il futuro della città, dell’Umbria oltre che di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie».

Scarponi (Ncd): «Ve ne accorgete oggi?» Polemico Emanuele Scarponi di Ncd: «Solo oggi i massimi dirigenti del PD si muovono per incontri con i sindacati dell’azienda quando forse ormai il piano industriale e commerciale di Nestle già ha escluso il marchio perugina dai proprio interessi. Trovo strumentale e inappropriato gridare contro la neo aministrazione comunale che da soli 6 mesi si trova a amministrare la città. Il problema ormai É da anni che andava letto e prevenuto. Anche questa volta la miopia e la non lungimiranza della classe dirigente del Pd locale e dei suoi amministratori sta per mietere ulteriori vittime nel mondo del lavoro regionale».

Monaco (Prc): «Non sottovalutare» Rifondazione comunista di Perugia esprime forte preoccupazione per l’allarme lanciato dai sindacati. «Che la Presidente Marini si svegli solo ora – dice il segretario provinciale Oscar Monaco – convocando “d’urgenza” la proprietà, potrebbe quasi sembrare un segnale positivo, se non arrivasse dopo mesi di silenzio assordante e a conclusione di una intera legislatura in cui si è mostrata la completa incapacità di agire sul terreno della pianificazione industriale. Per quanto ci riguarda riteniamo che non sia mai troppo tardi per attuare il piano per il lavoro e passare dall’elargizione di finanziamenti a pioggia ad una pianificazione razionale e mirata alla creazione di posti di lavoro da parte della Regione Umbria».