In Umbria quasi un’impresa su due tra quelle esaminate dalla Camera di Commercio non utilizza l’intelligenza artificiale e non prevede di introdurla nel breve-medio periodo. È quanto emerge dagli assessment condotti nel 2025 e nel 2026 dal Punto Impresa Digitale (Pid) su 177 aziende: 32, il 18 per cento, la utilizzano già, mentre altre 61, il 34,5 per cento, prevedono di investire nei prossimi tre anni. Le restanti 84, pari al 47,5 per cento, non ne pianificano l’adozione a breve. I dati tuttavia riguardano solo le imprese che hanno partecipato volontariamente alle rilevazioni e non rappresentano l’intero tessuto produttivo regionale. Offrono però un quadro delle differenze nei percorsi di trasformazione digitale e delle esigenze di accompagnamento delle aziende.

Secondo i dati Istat del 2025, tra le imprese umbre con almeno dieci addetti il 46 per cento utilizza strumenti di analisi dei dati, contro il 42,7 della media italiana. Anche il ricorso a servizi cloud intermedi o avanzati è superiore al dato nazionale: 70,3 per cento contro 68,1. Tuttavia, il quadro cambia se si considera l’intensità digitale complessiva. In Umbria il 73,8 per cento delle imprese raggiunge almeno un livello di base, a fronte del 79,8 italiano, dell’80,7 della Toscana e del 67,1 nelle Marche. Anche i sistemi gestionali integrati sono meno diffusi nella regione, rispetto al resto d’Italia: li utilizza il 44,5 per cento delle imprese, contro il 49,5 nazionale. Negli assessment del Pid, inoltre, i big data risultano già utilizzati da 52 aziende su 177, il 29,4 per cento, mentre altre 57 stanno valutando di introdurli. Il campione comprende 132 imprese della provincia di Perugia e 45 di quella di Terni.

La differenza fra chi usa l’Ia, chi prevede di adottarla e chi invece non ha in agenda di adottare strumenti IA, racconta un problema che oggi si presenta agli imprenditori: capire non soltanto quale tecnologia esista, ma quale possa servire davvero alla propria attività. Per accompagnare le aziende nel percorso di innovazione, la Camera di Commercio dell’Umbria ha messo a disposizione il Punto Impresa Digitale. Attraverso il servizio Zoom 4.0, i Digital Promoter affiancano le imprese nella valutazione della maturità digitale, analizzando processi, circolazione delle informazioni e possibili aree di miglioramento. L’obiettivo è individuare gli strumenti più adatti alle necessità della singola attività, senza partire necessariamente dall’acquisto di nuove tecnologie. Accanto a Zoom 4.0, il Pid propone Selfi 4.0 per una prima autovalutazione e iniziative di formazione, sensibilizzazione sulla sicurezza informatica e orientamento verso competenze e strutture specializzate. I servizi si affiancano ai bandi dedicati alla doppia transizione digitale ed ecologica.

Gli assessment rilevano anche differenze nei livelli di maturità digitale: il punteggio medio delle imprese che utilizzano già l’intelligenza artificiale è di 2,90 su una scala da zero a cinque, contro 2,80 per quelle che prevedono di adottarla e 2,60 per quelle che non la utilizzano. Il dato, però, non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma evidenzia solo una correlazione tra maggiore maturità digitale e adozione dell’IA. «Sarebbe un errore misurare il successo del digitale soltanto dal numero di aziende che dichiarano di usare l’intelligenza artificiale – sottolinea Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio – Per alcune il primo intervento utile riguarda la sicurezza dei dati; per altre la gestione dei clienti, degli ordini o del personale. Il nostro compito è aiutare ciascuna a scegliere un percorso sostenibile. Anche evitare un investimento sbagliato è un risultato importante».

Un altro indicatore arriva dal Registro delle imprese. Le startup innovative attive in Umbria e senza procedure concorsuali sono passate da 21 alla fine del 2022 a 170 al primo ottobre 2026, con una crescita di circa il 710 per cento. Le piccole e medie imprese innovative sono invece salite da 49 a 50. Le due categorie comprendono complessivamente 220 imprese.

A livello nazionale, i dati Unioncamere-Dintec relativi alle autovalutazioni Selfi 4.0 indicano che la quota di aziende partecipanti che utilizza l’intelligenza artificiale è passata dal 13,1 per cento del 2024 al 19,5 per cento del 2025. Il confronto con gli assessment Zoom 4.0 dell’Umbria tuttavia non è diretto, perché le due rilevazioni utilizzano strumenti e campioni differenti.