In Italia mancheranno laureati nelle discipline scientifiche e tecnologiche, ma per l’Umbria la questione è più articolata: accanto alle competenze Stem, il mercato del lavoro richiederà personale sanitario, economico e tecnico-professionale. Le previsioni di Unioncamere e ministero del Lavoro per il periodo 2025-2029 consentono di misurare le dimensioni della domanda regionale.

Nello scenario più favorevole, il fabbisogno occupazionale umbro è stimato in 52.600 lavoratori nel quinquennio, al netto di agricoltura, silvicoltura e pesca. Di questi, 19.300 dovrebbero avere una formazione terziaria, comprendendo lauree, percorsi degli Its Academy e formazione artistica e musicale superiore. Altri 13.400 dovrebbero provenire dagli indirizzi secondari tecnico-professionali, mentre per le qualifiche e i diplomi professionali il fabbisogno previsto è di 10.400 persone.

Tra i percorsi universitari, la domanda più consistente riguarda l’area sanitaria e paramedica, con 3.600 unità nel quinquennio, seguita dall’indirizzo economico, con 3.300, e dall’ingegneria, con 2.100. Le stime indicano inoltre 1.900 figure nell’insegnamento e nella formazione. Sul versante tecnico-professionale, le previsioni comprendono 1.400 persone nell’area meccanica, meccatronica ed energia e 1.100 in informatica e telecomunicazioni. Per gli Its Academy il fabbisogno è di 1.400 unità.

Il quadro regionale si inserisce nel problema nazionale del disallineamento tra competenze disponibili e richieste delle imprese, ma non coincide automaticamente con la carenza di laureati Stem stimata a livello italiano. L

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.