In Umbria il Pil degli immigrati ha un valore economico di molto superiore a quello che i lavoratori stranieri producono complessivamente tra Valle d’Aosta, Molise e Basilicata. Emerge dal rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione presentato al Cnel (consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) dalla Fondazione Leone Moressa, secondo cui nel 2026 i 47mila occupati stranieri contati in Umbria avrebbero prodotto un Pil di 2,48 miliardi, pari a circa il 9,8 per cento del Pil totale della regione, stimato intorno ai 26 miliardi.
In questo senso, guardando le tabelle regionali, si apprende che in Valle d’Aosta gli occupati stranieri sono circa 5mila e generano un Pil che sfiora 0,382 miliardi; in Molise in 6mila si attestano 0,349 miliardi; in Basilicata i 12mila censiti ne cubano 0,686 miliardi. In altre parole le altre tre piccole regioni d’Italia, complessivamente, contano circa la metà degli occupati stranieri, ossia 23mila rispetto ai 47mila dell’Umbria, i quali consegnano un Pil complessivo di 1,42 miliardi a fronte di quello da 2,48 miliardi rilevato in Umbria. Più significativo l’impatto economico degli stranieri nelle regioni del Nord: ad esempio in Lombardia sono 611mila e generano quasi 55,6 miliardi pari al 12 per cento del Pil regionale.
Il rapporto della Fondazione Moressa, poi, fotografa anche l’imprenditoria degli immigrati: in Umbria nel 2025 i titolari di aziende nati all’estero erano 11.732, di cui 9.043 in provincia di Perugia e 2.689 in quella di Terni. Nel decennio 2015-2025 il censimento rileva una crescita del 20,3 degli imprenditori stranieri attivi in Umbria, che risulta comunque inferiore alla media italiana che si attesta a +21,3 per cento. Su base provinciale, invece, Terni fa registrare un’impennata, con un incremento del 35,6 per cento, mentre l’imprenditoria straniera in provincia di Perugia è cresciuta del 16,4 per cento, quindi a un ritmo inferiore a quello medio sia regionale che nazionale. Nello stesso periodo, si legge sempre nel Rapporto della Fondazione Moressa, in Umbria il numero degli imprenditori nati in Italia è diminuito dell’8,2 per cento.
Più numerosi dei 47mila occupati sono, invece, i contribuenti nati all’estero, che portano il censimento della Fondazione Moressa a contare 83.190 persone, le quali hanno in media un reddito di 16.280 euro l’anno, ossia marcatamente inferiore a quello medio dichiarato in Umbria dai nati in Italia, che gira intorno a 26.010 euro. I versamenti Irpef ne sono lo specchio: in media in Umbria un nato all’estero versa 2.770 euro l’anno, un nato in Italia 5.510 euro.
