La sede della Bps

di Chiara Fabrizi

Colpo di scure di Moody’s sulla Banca Popolare di Spoleto (Bps). L’agenzia internazionale ha tagliato il rating di 26 istituti di credito italiani, ma il downgrade che ha colpito palazzo Pianciani è il più pesante. Sì, perché la valutazione di Moody’s sui titoli dell’istituto di credito umbro è scivolata di ben quattro gradini, per gli addetti ai lavori un four-notch reductions, precipitando da Baa1 a Ba2.

Moody’s: «Profilo rischio Bps potrebbe aumentare» Nella nota ufficiale dell’agenzia il taglio di rating della Bps viene così argomentato: «L’abbassamento del rating riflette l’assetto qualitativo debole e in via di deterioramento, causato dal competitivo contesto operativo del sistema bancario italiano, e dalla debolissima redditività della banca, con una perdita registrata nel 2011, che continuerà a indebolire vista la scarsità dell’effettiva raccolta al dettaglio, così come la sua dipendenza dal finanziamento e dal livello di capitali della Bce». E ancora: «I livelli di capitale sono in calo e, sebbene sufficienti in uno scenario normale, sono vulnerabili in uno scenario di stress. Un altro significato driver del rating bancario è a nostro avviso che il profilo di rischio della Bps potrebbe aumentare come risultato della strategia di crescita della banca, annunciato nel 2011 e confermato, che punta alla crescita al di fuori del suo territorio tradizionale verso le principali città italiane». Ergo: «La combinazione di tutti questi fattori hanno portato ad un quadruplo downgrade».

Il precedente Ma non è la prima volta che nel 2012 la mannaia di Moody’s si abbatte sull’istituto di credito di palazzo Pianciani. Già tre mesi fa, alla metà di febbraio, l’agenzia aveva declassato il rating della Bps, insieme a quello di altri 23 istituti di credito e alcuni Enti locali, tra cui la Regione Umbria.

Replica dell’Abi La decisione di Moody’s «è un’aggressione all’Italia, alle sue imprese, alle sue famiglie, ai suoi cittadini». Lo afferma l’Associazione bancaria italiana in un comunicato, spiegando che «nel condividere le critiche sollevate ieri dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, Abi reitera la richiesta alle autorità europee e alla Banca centrale affinchè tali giudizi non siano passivamente recepiti nella regolamentazione, nelle procedure e nei modelli di valutazione e venga finalmente varata una severa disciplina di controllo nei confronti di questi soggetti».

Casini: «Disegno criminale» Forti critiche all’operato dell’agenzia sono arrivate anche dal momento della politica. In particolare Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, ha dichiarato: «Ieri le agenzie di rating erano distratte, oggi rischiano di essere parte di un disegno criminale anti-europeo e anti-taliano. E’ una vergogna che anche in assenza di elementi nuovi oggi ci sia il declassamento delle nostre banche. E’ un attentato all’economia di questo paese e noi riteniamo che la perdita di credibilità delle agenzie di rating da oggi sia totale. Ecco perché è importante avanzare al più presto la proposta di un’agenzia di rating europea»

Le altre banche finite nel mirino di Moody’s: Unicredit, Intesa San Paolo, Banca Imi, Banca Cr Firenze, Banca Monte Parma, Monte dei Paschi di Siena, Mps Capital service, Banca popolare società cooperativa, Banca Italease, Unione di banche italiane, Banca popolare di Milano, Banca Carige, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Banca delle Marche, Banca Sella Holding, Iccrea Banca Impresa, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Popolare dell’Alto Adige, Cassa di Risparmio di Cesena, Banca Popolare di Cividale, Cassa di Risparmio della provincia di Chieti, Banca Padovana credito cooperativo, Banca Popolare di Marostica, Banca delle Marche Credito Cooperativo, Medio Credito Trentino-Alto Adige.

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