Lancia l’idea di un percorso condiviso da qui all’Expo 2015 il nuovo presidente di Umbria Export, Zefferino Monini, per rilanciare l’immagine dell’Umbria nel mondo. Dalle colonne del Sole 24 Ore-Centronord di oggi, l’imprenditore dell’olio prende atto con soddisfazione dello stanziamento di quasi 2 milioni di euro da Regione e Camere di commercio di Perugia e Terni a favore del Centro estero Umbria, ma lancia un monito: «Occorre fare di più».
Monini parte da un presupposto: «Finora non si è fatto abbastanza dal punto di vista della promozione dell’immagine dell’Umbria e, di conseguenza, per le sue imprese». Quindi lancia un appello. «Dobbiamo riuscire ad unire le forze – dice – perché il problema dell’Umbria è che, pur essendo una realtà piccola riusciamo spesso a dividerci fra di noi, invece dovremmo promuovere il sistema Umbria come se fosse un’unica azienda». Per Monini, la strada è «puntare in primis sul turismo, legandolo alla promozione dei nostri migliori prodotti sia dell’agroalimentare che di altri settori, come il tessile, ma anche la meccanica».
Le risorse messe a disposizione del Centro estero e del suo presidente Gianluigi Angelantoni, come detto, ammontano per il prossimo anno a circa 2 milioni di euro. In particolare, ad attività e iniziative promozionali saranno destinati 1 milione e 250mila euro, così suddivisi: 150mila euro aerospazio, 405mila agroalimentare, 345mila arredi casa, ceramica, mobili in stile, 50mila automotive, 90mila energie rinnovabili, 20mila meccanica e agroindustria, 120mila moda, 50mila nautica, 20 mila oreficeria.
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Al finanziamento di bandi per le imprese, per lo svolgimento di iniziative promozionali, saranno attribuiti 250mila euro, mentre 207.500 euro saranno assorbiti dalle “attività istituzionali”, cioè da attività varie di assistenza e servizi alle imprese (144mila euro) e da attività progettuale cofinanziata dalla commissione europea (63.500 euro). Si tratta, per lo più di corsi di formazione e informazione sui mercati esteri, assistenza specialistica, supporti a vari capitoli di procedure e modalità di internazionalizzazione delle aziende.
«La disponibilità di risorse pubbliche – sostiene Monini – è una componente, non la priorità assoluta. Io resto convinto che se c’è un progetto valido un imprenditore deve crederci investendo il proprio denaro, così si sente più coinvolto e motivato. E poi spesso i soldi pubblici si dissolvono nei percorsi burocratici giungendo somme irrisorie per le singole aziende».
A questo proposito, da Monini arriva un invito al Centro estero: «La nuova struttura deve fare una scelta ben precisa cioè saper contare su strutture consolidate come Umbria export e affidando loro la realizzazione di servizi in cambio di una piccola percentuale, piuttosto che strutturarsi in uno di quei carrozzoni che le poche risorse che hanno le spendono per la loro stessa sopravvivenza».
