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Forse una svolta in vista per la Merloni

Sono «tuttora in corso» le trattative per la cessione «dei complessi aziendali» della Antonio Merloni, in amministrazione straordinaria dal 2008. Lo rendono noto i commissari straordinari dell’azienda marchigiana, al lavoro con la collaborazione di Mediobanca per trovare una soluzione alla crisi del gruppo. In particolare, i commissari fanno sapere di non avere ricevuto «rinnovate manifestazioni di serio interesse» né dalla cordata di imprese cinesi rappresentate da Otto Italia né dalla iraniana Mmd.

Risposte occupazionali insoddisfacenti «Sono attualmente in corso – spiegano – concrete trattative con un gruppo industriale che prospetta un impegno diversificato su un perimetro industriale ampio e con una risposta occupazionale che, pur essendo, allo stato, ancora insoddisfacente potrebbe pervenire a risultati comunque interessanti e in linea con l’attuale condizione economica complessiva». Attualmente si sta svolgendo la «verifica negoziale» e i commissari straordinari prevedono che «possa pervenire a maturazione nel corso del mese di settembre». Proseguono inoltre le «trattative per la valorizzazione di alcuni asset della societa’” che “potrebbero dare ricadute occupazionali aggiuntive».

Ammortizzatori Le formule di cessione al vaglio, garantiscono i commissari, potrebbero «consentire la prosecuzione temporanea della procedura e la fruizione degli ammortizzatori secondo le previsioni legislative» e «manterrebbero la possibilità di attivare» gli strumenti previsti dall’accordo di programma per il gruppo Merloni relativo all’area umbro-marchigiana siglato a marzo 2010.

Cinesi e iraniani out Fermo, invece, il dialogo con i due gruppi stranieri che si erano fatti avanti nei mesi scorsi. La cordata cinese – spiegano ancora – «dopo oltre un anno e mezzo di dichiarato interesse e dopo innumerevoli sollecitazioni non ha fatto pervenire il versamento dell’importo di due milioni di euro richiesto a dimostrazione della serietà degli intenti negoziali e della concretezza delle prospettive di investimento pubblciamente dichiarate ma non seguite da alcun avanzamento concreto sul tavolo negoziale». La Mmd, invece, ha chiesto la restituzione della cauzione precedentemente versata «in anticipo rispetto al termine fissato per il bando». Si trattava inoltre – spiegano i commissari straordinari della Merloni – di una proposta subordinata alla contestuale acquisizione da parte dello stesso gruppo della Daewoo per la quale, secondo notizie di stampa internazionali, le trattative «sono state interrotte»; allo stesso tempo, la società iraniana chiedeva il versamento di «rilevantissimi importi» e prevedeva non più di 500 dipendenti utilizzati come manodopera a partire dal quinto anno dell’acquisizione (i dipendenti della Antonio Merloni sono oltre duemila).