«Oltre mille posti di lavoro a rischio in Umbria per la crisi del trasporto merci e della logistica, aggravata dal caro carburanti». La Filt Cgil regionale lancia l’allarme e chiede interventi urgenti a Governo e Regione per sostenere le imprese e scongiurare ricadute sull’occupazione e sull’approvvigionamento delle merci.
Caro carburanti «Con il carburante a 2,30 euro al litro – ha spiegato il segretario generale Ciro Zeno lunedì in una conferenza stampa convocata per fare il punto sulle difficoltà del settore logistico – il sistema delle consegne porta a porta non regge più in Umbria». Le distanze da percorrere per raggiungere i destinatari, ha spiegato, renderebbero sempre più difficile sostenere i costi del servizio, e le difficoltà sono trasversali. In ginocchio sia le piccole imprese, sia le aziende più grandi, con mezzi che faticano a venire riforniti e camion che circolano meno. Problemi anche per quanto riguarda l’approvvigionamento di merci e materie prime, ha continuato il segretario, con diversi distributori umbri rimasti senza gasolio.
Misure a sostegno Per il sindacato, la crisi energetica rischia di avere conseguenze durature e richiede misure pubbliche a sostegno del comparto: «È necessario un intervento serio del Governo – ha detto Zeno – che, piuttosto che spendere soldi per comprare armi, dovrebbe supportare le aziende del settore e, per quanto possibile, anche della Regione con misure simili a quelle a sostegno dell’agricoltura, per cui ha giustamente investito 4,5 milioni di euro».
Aeroporto Nelle difficoltà del comparto logistico rientra anche la situazione dell’aeroporto San Francesco d’Assisi, dopo la decisione di Ryanair di non introdurre nuove rotte in assenza della “sterilizzazione” dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, richiesta dalla compagnia e respinta dalla Regione, che si dovrebbe far carico dei costi. «Non è possibile che un’azienda che fa trasporto aereo – ha contestato il segretario della Filt – decida le dinamiche finanziare in un’intera Regione, con richieste abnormi. Non può essere questo il metodo. Avrebbe un senso rinunciare a 2 milioni di euro di tasse se le ricadute delle nuove tratte apportassero altrettanti benefici all’Umbria in termini di Pil e permanenza in regione dei turisti. Ma non è questo il caso, con tanti di questi che arrivano solo di passaggio e fanno toccata e fuga». Il segretario ha inoltre ribadito la necessità di una compagnia aerea nazionale, per ridurre la dipendenza dagli operatori internazionali, e criticato le polemiche politiche sulla vicenda.
Alta velocità Per quanto riguarda la questione del trasporto su rotaia, Zeno è tornato poi sulla questione della stazione dell’alta velocità Medio Etruria, ribadendo la contrarietà del sindacato all’ipotesi di Creti, in Toscana, considerata «una cattedrale nel deserto che farà spendere tanti soldi e non servirà assolutamente agli umbri». L’alternativa avanzata è il potenziamento della stazione di Chiusi-Chianciano Terme attraverso una nuova bretella ferroviaria tra Borghetto e Castiglione del Lago. L’intervento, secondo il sindacato, permetterebbe ai viaggiatori diretti a Chiusi di evitare il cambio banco alla stazione di Terontola, riducendo i tempi di percorrenza. A questo si aggiunge la richiesta di una coppia di treni con fermata ad Orvieto.
Sicurezza stradale Nel corso della conferenza stampa è stata affrontata brevemente anche la situazione della statale 448 Baschi-Todi. La Filt Cgil sollecita un intervento straordinario urgente poiché «pericolosissima in funzione del traffico pesante massiccio che la percorre e che genera pericolo per gli utenti, oltre che agli autisti di bus e tir».


