Cala ancora l’occupazione in Umbria, mentre l’economia in generale fa segnare pallidissimi segni di ripresa e solo in alcuni settori. Torna a correre l’export, mentre prosegue il periodo nero dell’edilizia e soffre oltremodo il commercio. Le famiglie tornano ad accendere mutui e prestiti, mentre peggiora la qualità del credito, soprattutto nel ternano. E’ il quadro che emerge dall’aggiornamento di Bankitalia sull’economia umbra nel primo semestre 2010.
CRESCE LA DISOCCUPAZIONE
A giugno 2010 prosegue il calo dell’occupazione in Umbria: secondo i dati Istat, -1,2%, cioè 4.500 persone in meno al lavoro rispetto a un anno prima. All’aumento del numero di lavoratori autonomi (+2,7%), risponde un calo significativo del lavoro dipendente (-2,6%), soprattutto nell’industria (-4,4%) e nei servizi (-4,5%). In questo quadro, un quarto degli occupati ha contratti part-time o a tempo determinato. In generale, il tasso di occupazione nelle persone in età da lavoro è sceso al 62,1% e quello di disoccupazione salito al 7,6%. Cresciuto anche il ricorso agli ammortizzatori sociali: secondo l’Inps nei primi nove mesi dell’anno sono state autorizzate 15,8 milioni di ore di cassa integrazione, più del doppio rispetto al 2009. Nei primi 8 mesi del 2010 le domande di cig in deroga hanno interessato 1.415 aziende umbre e circa 9mila lavoratori.
CRESCITA IN RISTAGNO
Secondo Bankitalia, «nel corso del 2010 il recupero dell’attività economica regionale è stato debole». Nell’industria si è registrato un lieve aumento degli ordinativi e della produzione. Secondo un sondaggio congiunturale condotto dall’istituto, le imprese che hanno indicato un aumento del fatturato superano del 14% quelle che hanno indicato una diminuzione. Ma, allo stesso tempo, la crescita si sta rivelando più debole del previsto: le aziende che rivedranno al ribasso gli investimenti programmati superano dell’11% quelle che li aumenteranno. La quota di aziende che chiuderanno in utile, circa il 45%, è rimasta al livello del 2009.
BENE LA MECCANICA, CRISI NERA PER L’EDILIZIA
A livello settoriale, sono cresciute le vendite della meccanica e del tessile mentre è proseguita la debolezza della domanda rivolta alle imprese della lavorazione dei minerali non metalliferi ed è sempre più profonda la crisi dell’edilizia. Gli investimenti nel settore costruzioni sono calati del 16,4% e le ore di cig autorizzate cresciute del 22,8% rispetto al 2009. Male il commercio, che risente della debolezza dei consumi delle famiglie: secondo Unioncamere -0,2% le vendite nella grande distribuzione. Calate del 10,3% le immatricolazioni di autovetture. In lieve aumento i flussi turistici. Dà segni di ripresa l’export, con un buon +22,6% rispetto al 2009, soprattutto per il tessile e l’agroalimentare.
AUMENTA ACCESSO AL CREDITO MA PEGGIORA LA QUALITA’
Dopo il calo registrato a dicembre del 2009, la dinamica dei prestiti al settore produttivo è tornata positiva, ancorché lievemente (+0,5%), ma sono calate le erogazioni alle aziende con meno di 20 dipendenti (-2,3%). Nel primo semestre sono cresciuti soprattutto i finanziamenti concessi dagli intermediari non appartenenti ai primi cinque gruppi bancari. Dopo il rallentamento dei 2 anni precedenti, nel 2010 il credito delle famiglie è tornato ad accelerare (+5% nei prestiti) più marcatamente a Terni che a Perugia. Sul mercato del credito, infine, si è arrestato l’inasprimento dei criteri di offerta, ma è proseguito il peggioramento della qualità del credito, soprattutto al comparto produttivo (tasso di ingresso a sofferenza salito al 3,1 per cento, con più incidenza nel ternano), mentre l’accumulazione dei depositi bancari da parte delle famiglie ha rallentato (+1,8% composto da un +2,1% a Perugia e un +0,6% a Terni).
