di D.B.
Isola Polvese affidata ai privati. Se ne era parlato a lungo nell’ultima fase della presidenza Guasticchi, arrivando perfino all’inserimento nel piano delle alienazioni, ma le polemiche avevano indotto la Provincia di Perugia a ritirare la delibera. Ora, la scelta fatta, come annunciato dalla stessa giunta alcune settimane fa, diventa concreta: saranno dati in concessione per sei anni le principali strutture e i terreni agricoli di Isola Polvese. La Provincia di Perugia infatti, che spiega di non avere risorse sufficienti per occuparsi dell’isola, ha appena pubblicato il bando di gara e lo scopo è quello di affidare la gestione già con la prossima stagione estiva. I soggetti interessati avranno tempo fino alle 12 del 26 febbraio prossimo per far pervenire le proprie offerte che verranno aperte alle 10 del 29 febbraio presso la sede di via Palermo.
Strutture in concessione In primo luogo l’avviso riguarda l’affidamento in gestione di una serie di strutture immobiliari, per le quali è compresa anche la manutenzione ordinaria e straordinaria. Nel dettaglio si tratta di: villa, con annesso bar, ex casa del custode, sala polivalente, ristorante self-service, con annesso bar, servizi igienici e spogliatoi al servizio del ristorante spiaggia, servizi igienici in prossimità del “Lido Magionesi”, Castello, ex Foresteria, Piscina “Porcinai”, Chiesa San Giuliano, il primo piano della palazzina uffici, l’ex lavanderia, gli edifici fatiscenti e i ruderi compresi nella zona rossa della cartina, distinta da quella gialla. Come si può vedere dalla planimetria pubblicata dalla Provincia, tutte le strutture e le aree contrassegnate con questo colore sono escluse dal capitolato; in pratica rimangono fuori la zona della fattoria Il Poggio con ostello e annessi, il monastero di San Secondo, la casa merlata, il Roccolo della caccia e la zona della spiaggia.
LA PLANIMETRIA: LE AREE IN CONCESSIONE E QUELLE NO
Olivi Inoltre il bando comprende l’affidamento in gestione a fini agricoli di un’area piantumata con circa 4.200 olivi a varietà Dolce agogia per oltre l’80 per cento e per la rimanente quantità prevalentemente Leccino e Moraiolo, per una superficie complessiva di circa 40 ettari. Si tratta di un appezzamento di terreno incolto a forma irregolare e costituito da una serie di balze degradanti verso il lago Trasimeno. Tali terreni sono concessi esclusivamente per i seguenti scopi: pratiche colturali oliveto (raccolta e trasformazione del prodotto), orticoltura, apicoltura e zootecnica.
Bando: i dettagli Ma quanto dovrà sborsare ogni anno chi deciderà di occuparsi delle strutture? Stando a quanto pubblicato nel bando la base minima è di 2 mila euro per la zona agricola e di 8 mila per tutto il resto. In pratica le società che parteciperanno alla gara dovranno mettere sul piatto come minimo 60 mila euro per sei anni. Tra gli obblighi del concessionario c’è quello di tenere aperto da Pasqua al 30 settembre (e comunque non meno di sei mesi mentre nei mesi estivi il bar dovrà funzionare almeno dalle 8 alle 20), di far lavorare personale qualificato, le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria (questi ultimi dovranno essere autorizzati dalla Provincia), il rispetto dell’ambiente e «dell’equilibrio ecologico» e l’uso di prodotti Dop e biologici nella gestione della ristorazione. Il concessionario potrà poi proporre anche dei cambi di destinazione e d’uso delle strutture alla Provincia, che le valuterà. L’isola è anche caratterizzata da aree verdi e libere di grande estensione: che fine faranno? La loro fruibilità, pubblica e gratuita, è garantita dal bando il quale prevede solo la concessione a terzi di piccole zone per eventi occasionali, mentre la Provincia si riserva l’uso delle strutture per un massimo di 15 giorni all’anno.
Migliorare il turismo La Provincia, secondo quanto sottolinea il vicepresidente con delega al patrimonio Roberto Bertini, fa questa scelta per «qualificare l’accoglienza turistica dell’Isola di proprietà provinciale». Il concessionario che risulterà aggiudicatario dovrà «gestire i servizi di ricezione e ristorazione avvalendosi di personale specializzato e mezzi propri, ottimizzando al meglio le proprie risorse professionali ed osservando nell’erogazione dei servizi, il rispetto delle vigenti normative». «Contiamo sulla professionalità dei futuri gestori – commenta Bertini – che dovrà essere all’altezza del luogo, tra i più attraenti della regione, considerato che la Polvese nei fine settimana primaverili ed estivi accoglie mediamente duemila visitatori».
Twitter @DanieleBovi

ecco bravi,privatizziamo tutto…
Bhe, in sostanza la danno in affitto e se la scelta era tra il gestirla in perdita o incassare 60mila “puliti”…