Il polo della ex Pozzi

di Chiara Fabrizi

Il futuro della ex Pozzi è appeso a una manifestazione di interesse, che al più tardi entro il prossimo fine settimana dovrà trasformarsi nell’impegno formale all’acquisto del polo metallurgico di Spoleto.

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Futuro appeso a una manifestazione di interesse Questo quanto emerso venerdì al ministero dello Sviluppo economico dai Marco Sogaro e Simone Manfredi che si sono accomodati al tavolo del coordinatore dell’Unità per la gestione delle crisi aziendali, il dottor Giampiero Castano, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e alle Rsu di Ims (ghisa) e Isotta Fraschini (alluminio). Qui si è appreso che con l’unico investitore (si tratterebbe di una società umbra ma il nome resta blindatissimo) ancora interessato alle industrie di Santo Chiodo ci sarebbero stati numerosi incontri dopo la fase di due diligence e quindi di analisi dello stato patrimoniale, finanziario e tecnico delle due aziende. Tuttavia al momento i commissari non dispongono di impegni formali e offerte vincolanti all’acquisto della ex Pozzi, che sono attese entro la prossima settimana e rappresentano l’ultima chance per tentare il rilancio delle produzioni metallurgiche di Spoleto. Già, perché al tavolo ministeriale è anche emerso che l’investitore umbro è l’ultimo ancora in pista, tutti gli altri hanno già fatto un passo indietro dopo gli approfondimenti del caso.

«Ultima settimana per impegni formali» Dopo oltre due anni di amministrazione straordinaria, dunque, ai 250 lavoratori in organico non resta che attendere l’ultima settimana per capire se su Ims e Isotta Fraschini calerà definitivamente il sipario oppure si imboccherà l’unico percorso ancora disponibile.  In questo senso, il summit al Mise è stato aggiornato alla metà di ottobre quando i commissari e le parti sociali torneranno a Roma per verificare gli eventuali impegni formali della società umbra o alzare bandiera bianca. Intanto si apprende che per i 65 operai dell’alluminio due settimane fa è stata rinnovata fino al 31 ottobre la cassa integrazione straordinaria, dopo lo stop scattato a fine giugno con l’esaurimento dell’ammortizzatore sociale, prorogato solo dopo che il tribunale di Spoleto ha certificato la possibilità di acquisto dell’azienda anche nell’ambito della vendita pubblicata successivamente per la sorella Ims, come avevano previsto nel disciplinare i commissari. I circa 180 lavoratori in organico all’industria che produceva ghisa, invece, risultano coperti dall’ammortizzatore sociale fino al 4 dicembre.

@chilodice

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