Tribunale di Spoleto (foto Fabrizi)

Entro il 31 gennaio l’integrazione del concordato, dopodiché in aula si tornerà il 6 marzo. Con un’istanza, accolta dal giudice delegato Roberto Laudenzi, la proprietà della ex-Pozzi, presente in tribunale anche Gianfranco Castiglioni, è riuscita ad assicurarsi qualche mese in più per chiudere il cerchio intorno alle trattative con partner stranieri, al momento non noti, interessati a investire sul polo metallurgico.

Altro tempo La corposa documentazione, lungamente attesa, non è stata dunque presentata e al momento il futuro delle industrie di Santo Chiodo resta appeso agli accordi di cui ormai da mesi sono a caccia i manager del gruppo Casti. Stando a quanto risulta i francesi di Saint Jean industries nei mesi scorsi fortemente interessati a Isotta Fraschini sarebbero usciti di scena, mentre a sentire i beninformati degli israeliani di Mogdal Metal, che avevano invece messo gli occhi su Ims, si sarebbero perse le tracce da tempo. Entrambi i potenziali partner erano stati inseriti dalla proprietà nelle proposte di concordato presentate all’inizio dell’anno e ora, è evidente, tutte da integrare e rivedere sulla base, si spera, dell’interesse dei nuovi investitori.

Apprensione Giovedì in tribunale, naturalmente, erano presenti anche alcuni operai in apprensione, inutile dirlo, per le sorti del polo metallurgico che, al momento, tra alluminio e ghisa occupa circa 200 tute blu, tutte in cassa integrazione straordinaria. A seguire con attenzione l’evolversi del procedimento fallimentare anche la folta schiera dei creditori delle due aziende che, nell’udienza del 6 marzo, saranno chiamati a esprimersi sulla proposta di liquidazione che la proprietà formulerà. Anche se il vero nodo è l’omologazione del concordato.

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