domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:17
7 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:35

Ex Pozzi, nessuno vuole comprare Isotta Fraschini: gara va deserta, ipotesi vendita con Ims

Unica offerta vincolante all'acquisto presentata da Steyr che però è pronta a investire solo sullo stabilimento di Dongo. Commissari al lavoro per valutare nuove soluzioni

Ex Pozzi, nessuno vuole comprare Isotta Fraschini: gara va deserta, ipotesi vendita con Ims
Ex Pozzi (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Nessuno vuole comprare Isotta Fraschini. È andata sostanzialmente deserta la gara per la vendita dell’azienda di Spoleto inserita nel polo metallurgico ex Pozzi e ormai da oltre due anni in amministrazione straordinaria. Già, perché delle tre manifestazioni di interesse pervenute a metà marzo sull’intero complesso aziendale, che comprende anche lo stabilimento di Dongo (Como), soltanto una si è sostanziata in un’offerta vincolante all’acquisto.

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Gara deserta per Isotta Spoleto A presentare il faldone di documenti è stato il gruppo Steyr che però con le carte si è detto disponibile a investire soltanto sulla fabbrica lombarda, scartando a piè pari la fabbrica dell’alluminio spoletino, possibilità regolarmente prevista dal disciplinare di gara. Gli impianti di Santo Chiodo così come i lavoratori, quindi, restano ancora nell’incertezza più assoluta nonostante siano trascorsi due anni dal provvedimento con cui il ministero dello Sviluppo economico (Mise) e il tribunale di Spoleto hanno posto in amministrazione straordinaria l’azienda e la sorella Ims, che invece produceva ghisa. Al momento i commissari stanno vagliando le mosse da compiere per tentare una volta di più di individuare un gruppo imprenditoriale interessato a rilanciare la produzione dell’alluminio spoletino.

Ipotesi vendita con Ims Impossibile per ora, quindi, indicare il percorso da compiere per salvare Isotta Fraschini, anche se una delle manovre su cui sicuramente saranno avviate una serie di valutazioni è relativa all’ipotesi di inserire la fabbrica dell’alluminio nel disciplinare di gara per la vendita di Ims, che a breve dovrebbe essere pubblicato seguendo la medesima procedura già sperimentata con Isotta. In questo senso, occorrerà sondarne la fattibilità col Mise da cui a giorni è atteso il via libera per la pubblicazione dalla gara di vendita di Ims, già incassato invece il parere favorevole dell’organismo di sorveglianza. La soluzione, oltre a rappresentare un’ulteriore chance per la fabbrica dell’alluminio, risponderebbe positivamente anche alle istanze delle organizzazioni sindacali, che più volte ai commissari e alle istituzioni hanno richiesto di scongiurare lo spacchettamento del polo metallurgico di Santo Chiodo.

Ex Pozzi solo incognite Tentare di vendere insieme Ims e Isotta Fraschini potrebbe poi permettere di confezionare anche un’operazione più appetibile per potenziali investitori che, diversamente, dovrebbero fare i conti con la proprietà del sito industriale interamente segnata al patrimonio di Ims. Ma la verità è che, al di là di ipotesi e considerazione, occorre capire se sulla ex Pozzi ci sia il concreto interessamento di cordate di imprenditori o gruppi industriali. E sul punto ancora una volta nessuno si sbilancia.

Twitter @chilodice

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