di Mar.Ros.

A breve, i primi giorni del mese di maggio in particolare, dovrebbe essere pubblicato un avviso tramite ricorso al regime di aiuto di cui alla legge n. 181/1989, per la selezione di iniziative imprenditoriali nel territorio dell’area di crisi industriale complessa Terni-Narni, finalizzate al rafforzamento del tessuto produttivo nel territorio dei Comuni compresi. L’ammontare complessivo delle risorse è pari a dieci milioni di euro. Questo quanto stabilito nell’ambito di una riunione del gruppo di coordinamento e controllo che lo scorso febbraio ha analizzato l’Atto integrativo all’Accordo di programma per la riconversione e riqualificazione industriale dell’area Terni-Narni del 30 marzo 2018, registrato dalla Corte dei conti sullo scadere del 2022.

Mimit «Le azioni del ministero delle Imprese e del Made in Italy e degli enti territoriali – è stato rappresentato in quella occasione – saranno finalizzate, in particolare, ad intercettare iniziative di riqualificazione industriale che rispondano alla vocazione del territorio, con particolare riferimento alla biodiversità e alla chimica verde, tenuto conto anche della presenza del Polo Chimico». E proprio la realtà di piazzale Donegani, assieme all’automotive, l’accesso al credito e la necessità di rifinanziare l’area di crisi complessa, sono i temi che gli imprenditori hanno inteso mettere al centro del confronto con il ministro Urso intervenuto a Terni per la campagna elettorale verso le amministrative.

Ministro Urso a Terni, accordo Ast incagliato in regole europee

Terni-Narni Secondo quanto pianificato da istituzioni e tecnici, con la nuova dotazione finanziaria nell’ambito dell’area di crisi industriale complessa, si procederà contestualmente allo scorrimento delle iniziative già presenti nella graduatoria relativa all’Avviso emanato nel 2018, ma non finanziate per esaurimento del plafond originariamente assegnato e quindi l’ammontare delle risorse disponibili potrebbe essere rideterminato al ribasso. Tuttavia la novità è che, pur rispettando i limiti di cui alla legge di riferimento del 1989, il nuovo avviso non pone restrizioni per ciò che concerne i settori produttivi agevolabili. ln sede ministeriale discusso però il procedimento: a una modalità ‘a sportello’, con istruttoria in ordine di arrivo cronologico, proposto dal Governo, il dirigente della Regione Umbria Luigi Rossetti ha chiesto di prendere a riferimento i settori strategici su cui promuovere le agevolazioni e l’impatto occupazionale dell’investimento come parametri per stilare una nuova graduatoria «per consentire la partecipazione di progetti qualificanti per il tessuto produttivo dell’area». Lo stesso Rossetti in quella sede ha sottolineato, inoltre, la grande attenzione da parte della Regione alla transizione del Polo Chimico verso paradigmi più sostenibili. E chissà allora che questo bando non rappresenti una spinta significativa per la reindustrializzazione di Treofan Terni. Il Mimit dovrebbe recepire la bozza di bando dalla Regione, mentre i Comuni di Terni e Narni hanno assunto l’impegno a collaborare alle attività di informazione e comunicazione relative alla pubblicazione dell’Avviso.

Crisi industriale complessa L’iniziativa, che secondo i tempi dettati nel corso di quella riunione, dovrebbe vedere la luce a breve, in riferimento alla chimica sposa con le richieste che una delegazione di imprenditori di Confindustria Umbria ha avanzato al ministro Adolfo Urso nella sede di Terni dell’Associazione degli Industriali. All’incontro hanno preso parte anche la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Umbria Michele Fioroni, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e Franco Zaffini, presidente della commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale. «Gli imprenditori – si legge in una nota diramata a margine del confronto – hanno sottoposto al ministro un dossier incentrato su alcuni dei temi che hanno una particolare rilevanza per il tessuto produttivo umbro a partire dalla sempre crescente difficoltà di accesso al credito di imposta per ricerca e innovazione fino alla richiesta di una maggiore dotazione finanziaria per l’area di Crisi complessa Terni-Narni, anche alla luce dei numerosi piani di sviluppo industriale presenti nella zona. È stato inoltre sottoposto alla valutazione del Ministro per un eventuale supporto economico, il progetto per il rilancio del Polo chimico, e in particolare dell’area ex Basell, attraverso la creazione di un nuovo sito produttivo decarbonizzato e specializzato nella bio-economia e nell’economia circolare.

Riconversione industriale Altro tema a cui l’Umbria è molto sensibile è quello della transizione dell’Automotive. Nella regione sono 145 le imprese manifatturiere che fanno parte della filiera assorbendo circa 7000 addetti, con un fatturato di 2 miliardi di euro. Gli imprenditori hanno chiesto al ministro di continuare a sostenere con forza in sede europea il concetto di neutralità tecnologica in virtù del quale sono rientrati, su pressione tedesca, i carburanti sintetici. «È necessario operare – ha sottolineato Giammarco Urbani, vicepresidente di Confindustria Umbria – affinché possano essere ricompresi anche i biocarburanti, per i quali l’Umbria possiede competenze e asset nelle biomasse e, parallelamente, per sostenere con risorse adeguate le imprese coinvolte nell’enorme sforzo di riconversione industriale».

Urban Re-generation Il vicepresidente Urbani ha inoltre colto l’occasione dell’incontro per illustrare il progetto Urban Re-generation che ha l’obiettivo di creare nell’area di Terni e di Narni il primo Distretto industriale italiano della Sostenibilità. Attualmente al progetto, avviato nel 2019, sostenuto dalla Fondazione Carit e coordinato dal presidente della Sezione di Terni di Confindustria Umbria Riccardo Morelli, aderiscono 31 imprese che hanno attuato buone pratiche in termini ambientali e sociali. «In tale quadro – ha spiegato Urbani – saremmo lieti di testimoniare la nostra esperienza nell’ambito di eventuali iniziative che il Ministero volesse realizzare per diffondere questa buona pratica in altri contesti nazionali che potrebbe, tra l’altro, favorire l’attrazione di talenti e l’attrazione di nuovi investimenti».

Giammarco Urbani Tra le questioni portate all’attenzione del Ministro anche lo studio strategico ‘Umbria 2032’ che Confindustria Umbria ha affidato a The European House Ambrosetti per contribuire al rilancio del territorio attraverso l’analisi del posizionamento strategico della manifattura e dell’industria regionale e l’identificazione di un modello economico e di sviluppo capace di valorizzare e sfruttare le opportunità derivanti dal Pnrr. Lo studio sarà presentato a Perugia e a Terni nel mese di giugno. «Ci farebbe piacere presentare i risultati dello studio ‘Umbria 2032’ al Ministero – ha concluso Urbani – e valutare la possibilità di avere un supporto pubblico per la messa a terra dei progetti Bandiera».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.