Un piano industriale espansivo, che punta a un fatturato di un miliardo di euro, quello di Coop Centro Italia, ma che suscita anche proteste da parte dei sindacati, che temono ripercussioni pesanti per via dello spostamento verso sud dell’asse produttivo. «La decisione della direzione di Coop Centro Italia di chiudere i reparti di ortofrutta e dei salumi e latticini e di terziarizzare il reparto generi vari del magazzino di Castiglione del Lago – afferma Mauro Moriconi, responsabile Trasimeno della Camera del lavoro di Perugia – comunicata ai sindacati di categoria in un recente incontro, è un’altra tegola che cade sulla già debole economia del Trasimeno».

Conseguenze pesanti L’insediamento produttivo di Coop Centro Italia a Castiglione del Lago – secondo la Cgil – ha rappresentato in questi anni una risorsa decisiva per la zona, sia in termini di occupazione diretta che di indotto. «Per anni le forze politiche e sociali locali – spiega Moriconi – si sono adoperate affinché si realizzasse il reparto ortofrutta, che si immaginava potesse essere da traino anche per uno sviluppo dell’agricoltura in questo settore; e a questo scopo sono state realizzate anche le opportune scelte urbanistiche. Oggi stupisce che proprio Coop Centro Italia – azienda da sempre attenta all’integrazione tra sistema economico, sociale, ambientale e alla valorizzazione delle proprie relazioni con i dipendenti, con le parti sociali, con le amministrazioni locali, con la comunità locale, con i consumatori – decida di operare una scelta così pesante per tutto il territorio del Trasimeno».

Auspicabile ripensamento Inoltre, secondo Moriconi «la terziarizzazione del magazzino generi vari rappresenterebbe un altro colpo non solo per le condizioni materiali dei lavoratori coinvolti ma, anche qui, per l’economia complessiva del territorio avvalorando l’idea, sbagliata, che il recupero di competitività e redditività dell’impresa possa essere fatto tutto sulle spalle dei lavoratori (agendo sul salario e sulle condizioni di lavoro) e di un territorio. Auspicando che l’impresa, anche attraverso un confronto con le amministrazioni locali, possa riconsiderare queste scelte – assumendo quella responsabilità sociale per la quale, trattandosi di una cooperativa, dovrebbe essere superfluo richiamare l’art. 41 della costituzione – esprimiamo pieno sostegno a tutte le iniziative che Rsu e sindacati di categoria metteranno in piedi a sostegno di questa difficile vertenza», conclude Moriconi.

 

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