di Daniele Bovi
L’errore capitale, quello più doloroso per Sase e tutti i soci in caso i voli di FlyVolare non dovessero mai decollare, è quello della conferenze stampa di fine giugno, alla quale poi ne è seguita un’altra a fine luglio. Chi ha deciso di portare la neonata compagnia italo-maltese, senza ancora le carte in regola, a presentarsi prima a pochi passi dalla sala riunioni della giunta regionale e poi all’aeroporto un mese più tardi? Come è stato possibile? Di sicuro non è parsa una mossa prudente sul piano mediatico e altrettanto certamente non tutti hanno calcolato con precisione i costi di immagine di un possibile naufragio dell’operazione. Questa valutazione, però, all’interno di Sase alcuni l’hanno fatta anche all’interno dello stesso consiglio di amministrazione dove siede dal luglio 2016 Umberto Golinelli, a fine giugno presentato come uno dei grandi registi dell’operazione FlyMarche e FlyVolare.
LA PRESENTAZIONE DEL VOLO PER FRANCOFORTE
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Il cda Non tutto il management dell’aeroporto però era d’accordo, tanto che a giugno c’è stato chi ha provato a evitare la conferenza stampa, senza però riuscirci. Insomma, la società che gestisce il San Francesco su questo importante passaggio non si è mossa all’unisono e ormai la frittata è fatta. L’opzione più ragionevole era ovviamente un’altra: tenere riservata la trattativa con la compagnia fino all’ottenimento, dalle autorità maltesi, di certificato e licenza, per poi procedere con il versamento di 500 mila euro per lo sviluppo delle rotte e gli annunci Urbi et Orbi. Il caso FlyVolare, così come quello FlyMarche, sono stati mercoledì il piatto forte della riunione del consiglio di amministrazione di Sase. Quanto al piccolo tour operator (l’incidenza sul traffico dell’aeroporto sarebbe stata comunque minima, ma l’impatto sul piano mediatico della cancellazione c’è stato) il cda ha ribadito che non c’era alcun contratto firmato da parte di Sase, al contrario di quanto sostenuto dal management di FlyMarche.
IL PIANO DI PROMOZIONE PER FRANCOFORTE
Approfondimenti Quanto a FlyVolare, il cda ha dato il via libera agli approfondimenti sulla lettera inviata giorni fa dalla compagnia, con la quale si chiedevano altri 60 giorni di tempo per l’ottenimento delle pratiche (Coa e licenza); come noto il contratto con Sase è scaduto il 3 settembre e la società ha concesso altri 30 giorni di tempo. Tramite i suoi legali, Sase chiederà i motivi di questa ulteriore richiesta di tempo allo scopo di vederci più chiaro e a breve verrà riconvocata un’altra seduta del consiglio di amministrazione. Al momento non si hanno notizie né dalle autorità maltesi né da parte della compagnia e tutto rimane in standby, anche se pesano le parole pronunciate alcune ore fa dal numero uno dello scalo Ernesto Cesaretti a margine della presentazione del nuovo volo per Francoforte: «Per noi – ha detto – il discorso è chiuso». Niente esclude che nei prossimi giorni possa esserci un colpo di scena ma in pochi, a oggi, sembrano crederci all’interno della società che in caso tutto naufraghi vuol riavere il suo mezzo milione di euro.
Twitter @DanieleBovi
