«Finalmente si procederà a fare chiarezza sulle precise competenze viarie e di manutenzione tra Comune e Ater»; «Chiediamo che l’inaugurazione dei nuovi alloggi e delle piazze coincida con un piano organico che restituisca dignità abitativa a tutto il complesso di edilizia residenziale pubblica, senza esclusioni». Queste in buona sostanza le conclusioni e le istanze del comitato di quartiere “San Valentino” che ieri ha partecipato al sopralluogo congiunto in zona.
Sul campo erano presenti i presidenti della Prima e della Seconda commissione consiliare del Comune di Terni, Sterlini e Severoni, l’Assessore Anibaldi, l’Ingegnere Nannurelli, i Dirigenti dell’Ater e l’Assessore Regionali Barcaioli. Un incontro che ha permesso ai cittadini di dare voce ai propri sfoghi e di interloquire direttamente con le “autorità” che non vedevano da anni e anni.
«Il primo grande risultato politico di questa giornata – dichiara il direttivo del Comitato di Quartiere “San Valentino” (Sant’Efebo – San Lucio) – è che finalmente si procederà a fare chiarezza sulle precise competenze viarie e di manutenzione tra Comune e Ater. Una mappatura che fino a ieri non era a conoscenza nemmeno degli stessi due enti e che ha causato anni di rimpalli burocratici e abbandono».
Durante l’incontro, l’assessore Regionale Barcaioli ha comunicato interventi di riqualificazione su 110 appartamenti del quartiere San Lucio. Un annuncio accolto con forte favore dal comitato di quartiere. A seguito di ciò, i presidenti della Prima e Seconda Commissione Comunale hanno già messo in calendario nuovi sopralluoghi, chiedendo al Comitato di trasmettere un elenco ufficiale delle priorità d’intervento per le varie manutenzioni.
Il comitato di quartiere ha depositato un report dettagliato e, nel corso del dibattito, ha voluto ribadire con forza la propria linea: «Accogliamo con favore i recenti interventi-tampone sulle buche e l’apertura delle istituzioni, ma la manutenzione d’urgenza risponde solo a una logica emergenziale. Siamo in una fase cruciale: il progetto di Rigenerazione Urbana di San Lucio è in via di ultimazione e porterà nuovi alloggi, piazze e piste ciclabili. Tutti questi investimenti pubblici, però, rischiano di essere vanificati se intorno si lascia regnare il degrado. È un controsenso inaugurare piazze moderne se le vie d’accesso restano piene di voragini».
La battaglia del comitato si sposta sul piano dell’equità sociale per evitare la nascita di un “quartiere nel quartiere”: «Esiste infatti una profonda e inaccettabile disparità tra il nuovo insediamento e i vecchi palazzi fatiscenti attigui, dove i residenti storici vivono da oltre cinquant’anni senza aver mai visto un intervento di manutenzione».
«Su questo punto andremo fino in fondo e chiederemo formalmente i dati sui canoni di locazione. Vogliamo verificare quanto pagherà un nucleo familiare nel nuovo comparto rispetto a chi risiede da decenni negli stabili degradati, a parità di identici requisiti e reddito. Sia chiaro: il Comitato non chiede affatto di aumentare gli affitti dei nuovi alloggi, verso i cui assegnatari va la nostra massima solidarietà. Chiediamo l’esatto contrario: per un principio di elementare equità, pretendiamo che vengano abbassati i canoni di chi oggi è costretto a vivere nel degrado e nell’abbandono. Non si possono creare cittadini di serie A e di serie B nello stesso cortile. Il degrado va eliminato per tutti, ma fino a quando non ci saranno interventi strutturali, chi vive nel disagio ha il diritto di pagare di meno. Chiediamo che l’inaugurazione dei nuovi alloggi e delle piazze coincida con un piano organico che restituisca dignità abitativa a tutto il complesso di edilizia residenziale pubblica, senza esclusioni. La nostra proposta, racchiusa nel progetto “Il Cammino di San Valentino”, punta a una riqualificazione complessiva che superi la protesta e trasformi tutto il quartiere in un polo di vivibilità, sicurezza e turismo religioso per l’intera città».
