È stato l’attore e comico Luca Bizzarri a chiudere il sipario della 40esima edizione del Todi Festival, salutato dagli applausi entusiati degli spettatori al Teatro Comunale. Un finale in grande stile per una kermesse che, in undici giorni tra spettacoli, incontri, musica, libri, mostre ed eventi diffusi, ha confermato di essere un’edizione da record, oltre che per la durata, anche per la partecipazione collettiva. Il primo cittadino, tra i primi sostenitori dell’evento, ha ringraziato la direzione artistica, affermando che «Todi è oggi esattamente la città che avevamo sognato».

Chiusura L’ultima serata, quella di domenica 6 settembre, ha visto come protagonista Luca Bizzarri, noto al grande pubblico per il duo comico Luca&Paolo, con lo spettacolo teatrale Non hanno un (amico) dubbio, ispirato al podcast Non hanno un amico, prodotto da Chora Media. Il comico, tra fenomeni sociali e malcostume, si è lasciato andare a un commovente ricordo di Laura Santi, la giornalista morta a Perugia il 21 luglio 2025. Parlando della Santi, e del suo messaggio di congratulazioni pochi mesi prima di morire dopo aver assistito a un suo spettacolo in Umbria, il comico è intervenuto sul valore del teatro e, in generale, dell’intrattenimento. La chiusura di domenica è stata preceduta dal tutto esaurito per Pino Strabioli che al Nido dell’Aquila ha reso omaggio a Paolo Poli.

Numeri Numeri in crescita per questa «edizione da record»: il sold out pressoché costante ha ripagato lo sforzo organizzativo – fanno sapere gli organizzatori -, testimoniando il forte legame tra la manifestazione e il pubblico. Oltre 200 poi le persone coinvolte nella macchina organizzativa, tra compagnie, attori, registi, tecnici e operatori. Significativo anche l’impatto sul territorio, grazie alla collaborazione di associazioni, commercianti e strutture ricettive, che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. Sul fronte digitale, infine, i social del festival hanno raddoppiato le performance, raggiungendo tre milioni di persone attraverso i canali ufficiali della manifestazione e quelli gestiti dal Comune.

Risultati «Forse è stata la più bella edizione, per me, insieme alla prima. È stata una festa di teatro, spettacolo, del piacere di incontrarci. I numeri sono esaltanti», ha sottolineato il direttore artistico, Silvano Spada. E ancora: «La cosa che più mi fa gioia è che c’è stata allegria, cultura, impegno, riflessione. Una voglia di incontrarci e di stare insieme, per dedicare più tempo a noi stessi e donarci un sorriso». Come omaggio alla città, nell’atto di congedarsi, Spada ha consegnato al sindaco, Antonino Ruggiano, la medaglia ricevuta per il quarantennale da Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera. «Con la sua straordinaria esperienza, sensibilità e autorevolezza – ha affermato Ruggiano riferendosi a Spada – ha saputo costruire per Todi un festival di livello assoluto, pienamente inserito nei grandi circuiti culturali nazionali e internazionali».

Spazi Tra le novità più apprezzate di questa edizione, c’è stato il recupero degli spazi mai utilizzati prima come palcoscenici. Ne è un esempio La Rocca, che ha ospitato la performance di Eva Robin’s, esibizione d’avanguardia dedicata a San Francesco e alle parole di Papa Francesco. Suggestivi anche i Nicchioni Romani, scenario impreziosito dall’allestimento luci della squadra tecnica, che hanno fatto da cornice a The Man Jesus di Matthew Hurt, interpretato da Roberto Ciufoli tra gli applausi di una standing ovation. Standing ovation anche per il debutto nazionale di Milena Vukotic, protagonista di Colette, preceduto dall’esibizione di danza acrobatica della compagnia No Gravity Theatre di Emiliano Pellisari.