Il 23 febbraio, giorno dell’udienza preliminare del processo per l’omicidio di Loredano Maranini, il Comune si costituirà parte civile. A deciderlo, mercoledì, è stata la giunta comunale di Perugia. Maranini, 72 anni, è morto a causa di un tentativo di scippo a Perugia, in via della Pallotta, il 4 ottobre del 2015; l’uomo cadde battendo la testa sull’asfalto e morì dopo alcune ore di coma. «Alla base della motivazione presa dalla giunta nei giorni scorsi dopo un’attenta valutazione da parte dell’avvocatura dell’ente, la convinzione – è detto in una nota di Palazzo dei Priori – che episodi come quello oggetto del procedimento penale ledano profondamente la collettività e l’immagine stessa della città». Il Comune attraverso la costituzione di parte civile intende dare «un segnale di vicinanza alla famiglia Maranini e a tutta la comunità perugina, nel ruolo che spetta all’amministrazione di tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana, di lotta alla criminalità e all’illegalità».
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La vicenda Per l’omicidio è imputato Abdallah Ardouni, il 39enne marocchino arrestato dai carabinieri del reparto operativo a Parma, il 18 febbraio 2016, con l’accusa di aver commesso lo scippo mortale. All’uomo viene contestato il reato di omicidio preterintenzionale e tentata rapina. Subito dopo lo scippo le indagini degli inquirenti si erano concentrate intorno alla figura di uno spacciatore, anch’egli nordafricano, che però è stato immediatamente scarcerato dal gip per mancanza di gravi indizi. A incastrare Ardouni, secondo gli inquirenti, un mozzicone di sigaretta: gli analisti dell’Arma, infatti, hanno comparato il Dna del sospettato con quello estrapolato sulla bretella del borsello che Maranini teneva legato al corpo. Una decisione simile era stata presa dal Comune di Perugia alcuni mesi fa, quando l’Amministrazione si è costituita parte civile nel processo Quarto passo, che vede imputate 50 persone. A scegliere il legale, con proprio decreto, sarà il sindaco Andrea Romizi.
