di Enzo Beretta
Il pubblico ministero Valentina Manuali ha chiesto di condannare a 13 anni di reclusione il 39enne marocchino Abdallah Ardouni accusato di aver commesso lo scippo mortale del 4 ottobre 2015 all’incrocio di via della Pallotta durante il quale ha perso la vita il 72enne pensionato Loredano Maranini. I reati contestati sono l’omicidio preterintenzionale e la tentata rapina. Nel corso del processo con rito abbreviato dinanzi al gup Alberto Avenoso la difesa ha sollecitato il proscioglimento dell’imputato per infermità mentale.
Mancanza di gravi indizi Nell’immediato le indagini dei carabinieri si erano concentrate su uno spacciatore nordafricano che però è stato immediatamente scarcerato dal gip Lidia Brutti per mancanza di gravi indizi. Le indagini dell’Arma sono proseguite e Ardouni è stato bloccato il 18 febbraio a Parma. Ad incastrarlo c’è un mozzicone di sigaretta utilizzato per comparare il Dna del sospettato con quello estrapolato sulla bretella del borsello che Maranini teneva legato al corpo. «Dall’analisi genetica comparativa dei campioni biologici – è spiegato nel verbale del Reparto investigazioni scientifiche della Capitale – è emerso che il profilo genetico di Abdallah Ardouni, desunto dalle tracce di saliva presenti sul mozzicone di sigaretta di sua pertinenza, trova perfetta corrispondenza con una delle componenti genetiche costituenti la mistura estrapolata dalle tracce biologiche evidenziate sulla superficie della cinta della tracolla».
Il mozzicone di sigaretta Il maghrebino era rientrato con un volo da Casablanca il 17 febbraio a causa di un ‘problema’ con il bancomat e non sapeva di essere seguito all’aeroporto dai carabinieri del reparto operativo di Perugia. Senza che potesse accorgersene gli investigatori hanno repertato il mozzicone di sigaretta fumata dallo straniero alla pensilina dell’autobus. Poche ore dopo è stato portato in carcere su disposizione della magistratura emiliana. Nel corso della requisitoria il pm Manuali ha elogiato l’impegno e la professionalità dell’Arma.
Il figlio: chiesto il massimo della pena Soddisfatto il figlio della vittima, Marco Maranini: «Quella del pm è una richiesta adeguata alle nostre aspettative, è stato chiesto il massimo della pena per un omicidio preterintenzionale». La famiglia Maranini ha chiesto un risarcimento di mezzo milione di euro (350 mila per Marco, 150 mila per la sorella di Loredano) mentre il Comune ha chiesto 100 mila euro. Fissata al primo giugno la data della sentenza.

13 anni? il taglio della testa è il minimo!! e poi chi li paga tutti questi soldi?
Fine pena mai,questo sarebbe giusto