di Enzo Beretta
La Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio di Abdallah Ardouni, il 39enne marocchino arrestato dai carabinieri del reparto operativo con l’accusa di aver commesso lo scippo mortale del 4 ottobre 2015 all’incrocio di via della Pallotta durante il quale ha perso la vita il 72enne pensionato Loredano Maranini. Il pubblico ministero Valentina Manuali contesta al maghrebino il reato di omicidio preterintenzionale e tentata rapina. Il giudice Alberto Avenoso non ha ancora fissato la data dell’udienza preliminare. Nell’immediato le indagini si sono concentrate su uno spacciatore nordafricano che però è stato immediatamente scarcerato dal gip Lidia Brutti per mancanza di gravi indizi.
Il problema al bancomat e il Dna sulla sigaretta Le indagini dell’Arma sono proseguite e Ardouni è stato bloccato il 18 febbraio a Parma: c’è un mozzicone di sigaretta a incastrarlo. Gli analisti dell’Arma, infatti, hanno comparato il Dna del sospettato con quello estrapolato sulla bretella del borsello che Maranini teneva legato al corpo. «Dall’analisi genetica comparativa dei campioni biologici – è spiegato nel verbale del Reparto investigazioni scientifiche della Capitale – è emerso che il profilo genetico di Abdallah Ardouni, desunto dalle tracce di saliva presenti sul mozzicone di sigaretta di sua pertinenza, trova perfetta corrispondenza con una delle componenti genetiche costituenti la mistura estrapolata dalle tracce biologiche evidenziate sulla superficie della cinta della tracolla». Il maghrebino era rientrato con un volo da Casablanca il 17 febbraio a causa di un ‘problema’ con il bancomat e non sapeva di essere seguito dai carabinieri all’aeroporto. Senza che se ne accorgesse gli investigatori hanno repertato un mozzicone di sigaretta fumata dallo straniero alla pensilina dell’autobus.
Preso l’uomo sbagliato In un primo momento l’indagine aveva portato al fermo di Maaloul Nabil, «spacciatore di un determinato calibro» subito rimesso in libertà dal gip Brutti per «mancanza di gravità indiziaria». La decisione, corretta, del giudice, è stata duramente contestata sui social-network al punto che l’Associazione nazionale dei magistrati ha stigmatizzato gli «attacchi delegittimanti verso l’operato della magistratura». Ardouni è difeso dall’avvocato Laura Ferraboschi, già legale del muratore Mario Alessi condannato all’ergastolo per l’uccisione del piccolo Tommaso Onofri.
