di Enzo Beretta
Condannato a nove anni di reclusione il marocchino Abdallah Ardouni responsabile di aver provocato la morte dell’anziano Loredano Maranini durante lo scippo avvenuto in via della Pallotta il 4 ottobre 2015. Ardouni, 39 anni, accusato di omicidio preterintenzionale e di tentata rapina, ha strattonato il 72enne all’incrocio per strappargli il borsello: il perugino ha opposto resistenza ed è caduto battendo la testa sull’asfalto. Neanche due anni dopo i fatti è arrivata la sentenza con rito abbreviato pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare Alberto Avenoso. «Una sentenza giusta – secondo il figlio della vittima, Marco – che restituisce un po’ di giustizia alla mia famiglia». Contro l’imputato, per il quale la difesa aveva sollecitato il proscioglimento per infermità mentale, la Procura di Perugia aveva chiesto una pena di 13 anni.
Il Dna sul mozzicone di sigaretta Inizialmente le indagini si erano concentrate su un altro sospettato, lo spacciatore marocchino Maaloul Nabil, finito in carcere poiché ritenuto colpevole dell’aggressione, ma il gip Lidia Brutti lo ha subito rimesso in libertà per mancanza di gravi indizi. L’inchiesta del Reparto operativo di Perugia non si è fermata e il 18 febbraio è stato bloccato a Parma il marocchino Ardouni, ospite a Perugia dal fratello nei giorni in cui Maranini era stato rapinato. Ad incastrare Ardouni c’è un mozzicone di sigaretta (raccolto dai carabinieri alla fermata dell’autobus di Bologna nei pressi dell’aeroporto) utilizzato per comparare il Dna del sospettato con quello estrapolato sulla bretella del borsello che Maranini teneva legato al corpo.
La perizia «Dall’analisi genetica comparativa dei campioni biologici – si legge nel verbale del Reparto investigazioni scientifiche di Roma– è emerso che il profilo genetico di Abdallah Ardouni, desunto dalle tracce di saliva presenti sul mozzicone di sigaretta di sua pertinenza, trova perfetta corrispondenza con una delle componenti genetiche costituenti la mistura estrapolata dalle tracce biologiche evidenziate sulla superficie della cinta della tracolla». Anche secondo la dottoressa Eugenia Carnevali e il dottor Alessio Coletti, i periti del gip, esiste «compatibilità tra le componenti genetiche costituenti la mistura estrapolata dalle tracce biologiche evidenziate sulla superficie della cinta della tracolla e il profilo genetico di Abdallah, desunto dal materiale biologico prelevato all’indagato il 14 luglio nel carcere di Sollicciano».
Il lavoro dei carabinieri In un passaggio della requisitoria il pm Valentina Manuali ha esaltato l’impegno e la professionalità dei carabinieri che senza perdersi d’animo hanno consegnato alla giustizia il rapinatore che quella domenica pomeriggio, intorno alle 16.10, ha inseguito a piedi per un chilometro la sua preda scippata a pochi metri dalla caserma di via Ruggia.
I risarcimenti Il giudice ha liquidato i risarcimenti: 250 mila euro al figlio della vittima, 125 mila alla sorella, 50 mila al Comune di Perugia.
