David Raggi

di Massimo Colonna

Sono passati tredici mesi dalla condanna di Aziz a trent’anni di reclusione: era il 30 settembre 2015 e ora, il 26 ottobre di un anno dopo, ecco che i giudici della corte di Appello di Perugia sono chiamati ad esprimersi sul ricorso presentato dalla difesa del giovane marocchino finito in carcere. Una sentenza attesa da tutti: dalla città di Terni, dai famigliari, dagli amici di David e dalle istituzioni.

Omicidio Raggi, l’ebook di Umbria24
Il giorno della sentenza di primo grado: gallery
La rabbia degli amici contro l’assassino: video

L’appello L’appuntamento di mercoledì mattina al tribunale di Perugia arriva dopo che l’avvocato difensore di Amine Aassoukl, detto Aziz, ossia il legale Giorgio Panebianco, ha presentato ricorso in Appello dopo la sentenza di primo grado. In quella occasione il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Terni Simona Tordelli, nell’ambito del rito abbreviato, ha condannato il ventinovenne marocchino a 30 anni di reclusione, riconoscendolo colpevole di omicidio volontario, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il gup in quella occasione ha in sostanza accolto totalmente le richieste del pubblico ministero Raffaele Pesiri. Aziz è stato anche interdetto in modo perpetuo ai pubblici uffici e all’interdizione legale durante lo sconto della pena e in più, ha stabilito il giudice, dovrà lasciare il territorio nazionale appena terminata la condanna.

Le ultime parole di David
Risarcimento: le mosse della famiglia

Risarcimenti La sentenza ha stabilito anche i risarcimenti per le parti civili, ossia la famiglia, rappresentata dall’avvocato Massimo Proietti, e il Comune di Terni formalmente nella persona del sindaco. Le provvisionali sono state fissate a 150 mila euro per il padre di David, Walter, e la mamma Bruna, e 100 mila euro per il fratello Diego.

Parla l’avvocato della famiglia  Mercoledì mattina dunque ecco la decisione dei giudici della corte d’Appello. «La sentenza di primo grado – spiega l’avvocato Proietti alla vigilia dell’udienza – è stata equilibrata e corretta, giusta a nostro modo di vedere. Oggi noi con tutte le forze punteremo a che quella decisione resti immutata e sia confermata. Oggi la giustizia può arrivare solo tramite la conferma di quella sentenza». Parallelamente al procedimento penale per morte di David l’avvocato Proietti sta seguendo la famiglia Raggi anche in un’altra sede legale. Ossia quella che chiama in causa il governo con i ministeri dell’Interno e della Giustizia e la presidenza del Consiglio dei ministri. Tramite la citazione la famiglia Raggi contesta il mancato adeguamento a una direttiva europea che impone allo Stato italiano di costituire un fondo per le vittime di particolari reati di natura transnazionale, tra cui rientra quello di David. Per questo tipo di inadempienza tra l’altro lo Stato è già stato condannato due volte dai tribunali di Roma e Torino.

@tulhaidetto

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.