di Chiara Fabrizi
Processo abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Lo ha deciso il collegio del tribunale dei minori di Perugia (unico togato Giuseppina Arcella), accogliendo così la richiesta della difesa del giovane, oggi maggiorenne, arrestato un anno fa per l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione del muratore napoletano di 56 anni, Salvatore Postiglione, ucciso in un parcheggio di Foligno all’alba del 7 novembre del 2024. Il ragazzo, che resta ristretto dell’Istituto penale minorile (Ipm) di Firenze, ha partecipato all’udienza insieme ai propri difensori, gli avvocati Samuele Ferocino e Ilario Taddei, mentre in tribunale non c’erano i familiari di Postiglione, ma soltanto l’avvocato che li rappresenta, Alberto Onori.
In aula si tornerà nel febbraio prossimo, quando il collegio nominerà uno o più consulenti super partes, si dovrebbe trattare di uno psichiatra e di uno psicologo. Ai medici verrà chiesto probabilmente se il giovane è capace di partecipare coscientemente al processo; se all’epoca dei fatti fosse capace di intendere e di volere; e se sussiste la pericolosità sociale. Col conferimento dell’incarico, il collegio del tribunale dei minori di Perugia definirà anche i termini entro cui i consulenti dovranno depositare la perizia.
Al ragazzo gli uomini della squadra mobile di Perugia sono risaliti attraverso le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza di Foligno, che hanno permesso di ricostruire i movimenti compiuti dal giovane, che ha agito a volto coperto, la mattina dell’omicidio. Le immagini hanno condotto gli investigatori in una ristretta zona del centro di Foligno, dove nel giro di poco è emerso che risiedeva un minorenne che per alcuni mesi aveva lavorato nella stessa impresa edile di Foligno di cui era dipendente anche Postiglione e da cui il ragazzo si era licenziato poche settimane prima.
Il blitz nell’abitazione del giovane è scattato rapidamente, permettendo agli inquirenti di recuperare un paio di scarpe ancora sporche di sangue e i vestiti che aveva addosso la mattina del delitto. Il ragazzo è stato quindi sottoposto a fermo e poi portato all’Ipm di Firenze, mentre per sottoporlo a interrogatorio si è dovuto attendere un mese e mezzo a causa delle sue condizioni psichiche.
Comparso davanti alla presidente del Tribunale dei minori di Perugia Grazia Mazzini e al procuratore capo Flaminio Monteleone, il giovane folignate ha confessato l’omicidio Postiglione, dicendosi sì pentito per quanto fatto, ma sostenendo anche di aver subito vessazioni e di aver agito con violenza perché non aveva alternative. In particolare, il ragazzo in sede di interrogatorio ha riferito che in un’occasione la vittima l’avrebbe portato a casa propria e qui gli avrebbe mostrato una pistola.
