La Procura di Spoleto ha chiesto il rinvio a giudizio di Francesco Maria Castellani, 62 anni, per tentato omicidio aggravato dai futili motivi.
I fatti risalgono al 9 dicembre scorso quando in via Niccolò Alunno a Foligno l’allora dirigente comunale avrebbe tirato fuori un coltello e si sarebbe scagliato contro un 39enne, provocandogli una ferita di 4 cm all’addome che ha richiesto un intervento chirurgico d’urgenza. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima sarebbe stata accoltellata soltanto per aver chiesto a Castellani di tenere al guinzaglio uno dei suoi cani. La difesa del 62enne ha provato, anche con le memorie difensive depositate dopo la chiusura delle indagini, a ottenere la riqualificazione in lesioni personali, ma la Procura di Spoleto è rimasta ferma nell’ipotesi iniziale: tentato omicidio aggravato dai futili motivi.
Dopo diverse settimane di arresti domiciliari, Castellani ha ottenuto già da tempo la misura dell’obbligo di dimora nel territorio comunale di Porto San Giorgio (Fermo), ma il prossimo 10 novembre dovrà presentarsi coi propri difensori davanti al gup del tribunale di Spoleto, Elisabetta Massini, chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio e sulle costituzioni delle parti civili, ossia i familiari del 39enne. La Procura di Spoleto a Castellani contesta anche il porto abusivo di armi per aver portato fuori dalla propria abitazione il coltello di 20 cm con lama pieghevole di 9 cm, utilizzato per accoltellare il 39enne.
A esprimere «profonda soddisfazione» è l’avvocato Alessio Fiacco, che rappresenta la parte offesa, secondo il quale «il grave capo d’imputazione conferma in pieno l’inaudita violenza dell’aggressione subita dal mio assistito. Confidiamo pienamente – prosegue – nel sereno e rigoroso lavoro della magistratura del tribunale di Spoleto, affinché venga fatta totale chiarezza e giustizia su una vicenda che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia irreversibile».
