A destra Hekuran Cumani ammazzato a 23 anni, a sinistra Yassin Amri accusato dell'omicidio

Da una parte la difesa di Amri Yassin, accusato dell’omicidio volontario di Hekuran Cumani, che con l’avvocato Vincenzo Bochicchio ha chiesto al gup Margheri di considerare insussistente l’aggravante dei motivi abietti, nel tentativo di far accedere Amri Yassin al rito alternativo, precisamente un giudizio abbreviato, che prevedo lo sconto di un terzo della pena. Dall’altro lato gli avvocati Daniele Carmenati e Claudio Alianiello, che rappresentano i genitori e il fratello di Cumani, i quali hanno chiedono venga contestato il concorso anomalo in omicidio volontario anche agli altri tre imputati a vario titolo per lesioni personali gravi, minacce e porto abusivo di oggetti atti ad offere.

Questo emerge all’esito della prima udienza preliminare per l’uccisione di Hekuran Cumani avvenuta nelle prime ore del 18 ottobre scorso a Perugia, nel parcheggio della facoltà di Matematica dell’Università, alle spalle del 110Cafè di via Pascoli. Qui, secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Gemma Miliani, la violenza tra i due gruppi, quello della vittima proveniente da Fabriano e l’altro dei giovani imputati residenti a Perugia, è esplosa per una battuta sul calcio ed è poi sfociata nella coltellata costata la vita a Hekuram e il ferimento al fratello Samuele.

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Lui, insieme al padre Astrit, giovedì mattina era in aula a Perugia e per la prima volta ha nuovamente incontrato il presunto assassino di Hekuram, il 21enne Amri Yassin. «Per entrambi è stato tremendo vedere il giovane che diverse testimonianze e prove fattuali indicano come colui che ha ucciso Hekuram», hanno detto uscendo dal tribunale gli avvocati Carmenati e Alianiello, che poi hanno aggiunto: «Abbiamo visto i loro sguardi annebbiarsi e il viso farsi paonazzo, ma la dignità di questa famiglia emerge anche dalla gestione di una simile situazione».

In avvio di udienza, comunque, sono stati rilevati alcuni difetti di notifica sia per due parti offese che per uno degli imputati, motivo per cui è stato necessario un rinvio al primo ottobre. Tuttavia, in aula sia la difesa che le parti civili hanno anticipato le proprie richieste, che non sono però state condivise dal pm Miliani, la quale fin dalle prime ore del 18 ottobre ha coordinato le indagini della squadra mobile di Perugia sull’omicidio di Hekuram Cumani. In questo quadro, dunque, il contraddittorio tra le istanze emerse oggi nell’udienza a porte chiuse è stato rinviato di 20 giorni, quando poi il gup dovrà pronunciarsi sulle richieste del difensore Bochicchio e su quella dei colleghi di parte civile Carmenati e Alianiello.