Dovrà risarcire 340 mila euro allo Stato per aver distratto i soldi che i debitori della Fondazione Umbria contro l’usura le consegnavano perché lei li facesse avere alle banche. Si tratta di Claudia Pasqua, ragioniera e consulente esterna della Fondazione, finita nel mirino della Corte dei conti. La notizia viene riportata dal Corriere dell’Umbria.
La Corte dei conti ha condannato Pasqua a versare un danno patrimoniale di 220 mila euro, un danno all’immagine di 80 mila e un danno da disservizio di 40 mila euro. A citare in giudizio la professionista davanti alla magistratura contabile (dopo le sanzioni penali davanti alla magistratura di Firenze) il vice procuratore Fernanda Fraioli. Dall’inchiesta della guardia di finanza è emerso che la Pasqua si sarebbe appropriata indebitamente di denaro falsificando fidejussioni sul denaro contante, cambiali e assegni che le venivano consegnati perché fossero versati alle banche convenzionate con la Fondazione che avevano anticipato i prestiti. La somma “distratta” ammonterebbe in totale, secondo la Corte dei conti, a 734 mila euro. La magistratura contabile, sempre secondo il quotidiano, ha sottolineato la «disinvoltura» e la «frequenza» delle appropriazioni.
Dagli accertamenti patrimoniali svolti sulla ragioniera, secondo il Corriere dell’Umbria, è stato accertato che disponeva di una villa con piscina a Torgiano, due abitazioni di cui una in Sardegna, due garage, tre auto di cui due di grossa cilindrata, due moto e undici orologi di pregio.

