L'ospedale di Spoleto

di Enzo Beretta

La vicenda giudiziaria legata alla morte di Graziella Lungarotti approderà tra un mese davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Spoleto dove due ginecologi sono chiamati a rispondere di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. La donna, pensionata di 79 anni, è deceduta il 25 febbraio 2023 dopo essere stata sottoposta a tre interventi chirurgici. I due professionisti imputati – un medico di 71 anni originario di Foligno e una 56enne di Gualdo Tadino, difesi dagli avvocati Gian Maria Piccioli e Luigi Annunziata di Roma – compariranno dunque il 26 maggio davanti al gup. Parallelamente al procedimento penale resta aperto anche il fronte civile con una proposta conciliativa da 570 mila euro avanzata dal giudice nei confronti dell’Asl, che però non è stata accolta, rendendo necessario proseguire con una perizia.

Ricostruzione A ripercorrere la vicenda è l’avvocato Marco Brambatti, legale dei familiari della vittima: «Graziella Lungarotti è stata operata il 15 dicembre 2022 all’ospedale San Matteo degli Infermi di Spoleto per un intervento chirurgico di isterectomia totale per adenocarcinoma endometriale. È seguito un ricovero ospedaliero post-operatorio con peggioramento progressivo delle condizioni di salute, tanto che si è reso necessario sottoporla ad ulteriori due interventi chirurgici. Le condizioni cliniche hanno mostrato un irreversibile peggioramento fino al decesso avvenuto il 25 febbraio 2023». Le figlie della donna, indicate come persone offese, hanno chiesto tramite il loro legale di costituirsi parte civile nell’eventuale processo, con l’obiettivo di «vedere accertata la responsabilità penale degli imputati e l’integrale ristoro dei danni patrimoniali subiti in conseguenza delle gravi condote illecite».

Accusa Secondo la Procura i due medici avrebbero avuto responsabilità durante l’intervento del 15 dicembre 2022, eseguito con tecnica robotica laparoscopica. In particolare, il 71enne «quale primo operatore» e la 56enne «quale secondo operatore» avrebbero provocato «una lesione iatrogena (di circa 30 mm) dell’intestino crasso» della paziente. Nel capo di imputazione si evidenzia inoltre come i sanitari, «per colpa generica, consistente in negligenza, imprudenza e imperizia», avrebbero omesso di effettuare un test di integrità rettosigmoidea mediante prova pneumatica intraoperatoria, non rilevando tempestivamente la lesione e ritardando così la diagnosi di peritonite stercoracea. Un ritardo che, sempre secondo l’accusa, avrebbe inciso sull’evoluzione clinica, rendendo necessari ulteriori interventi eseguiti solo il 19 dicembre e determinando un quadro progressivamente aggravato fino allo shock settico.

Consulenze e risarcimento Nel provvedimento del giudice civile si dà atto che «i consulenti nominati dal pm hanno riconosciuto una responsabilità dei sanitari per avere diagnosticato con un ritardo di 4 giorni la lesione iatrogena dell’intestino crasso provocata durante l’intervento di isteroamnessiectomia robotica laparoscopica eseguito sulla congiunta in data 15 dicembre 2022, per avere omesso di eseguire un test di integrità rettosigmoidea e, in sintesi, per non aver diagnosticato tempestivamente la complicanza postoperatoria, provocando così la morte per shock settico e deficit multiorgano». Nella proposta conciliativa il magistrato ha indicato che «la parte resistente corrisponderà ai ricorrenti a definizione integrale della controversia la complessiva somma di 570 mila euro» ma l’Asl non ha accettato. La vicenda proseguirà quindi sia sul piano penale, con l’udienza preliminare ormai imminente, sia su quello civile con ulteriori accertamenti tecnici.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.