di Francesca Marruco
Tra le ipotesi che guidano i nuovi riscontri dei carabinieri a palazzo Pretorio a Gubbio, c’è anche quella che gli arrestati abbiano sottratto atti del Comune prima che venissero protocollati. Fatto che, se verificato, solleverebbe non pochi dubbi sulla natura dei documenti stessi. E sul perché sono stati trovati dove non dovevano stare prima che venissero registrati in Comune. Oltre agli originali dunque, pescati dai carabinieri nelle case degli arrestati, anche documenti senza numero di protocollo.
Carabinieri ancora in Comune Riscontri. Tanti riscontri che hanno portato nuovamente i carabinieri a piazza Grande a Gubbio venerdì mattina proprio all’ufficio protocollo. Il filtro in cui tutto quello che accade in Comune prima o poi passa. O almeno dovrebbe. In cui restano anche le richieste di chi vuole la copia di qualche atto. E di richieste di atti, per la procura di Perugia non giustificate, ce ne sarebbero state fin troppe in Comune a Gubbio dopo gli avvisi di garanzia arrivati all’ex sindaco Orfeo Goracci e all’ex vicesindaco Maria Cristina Ercoli.
Interrogatori a Gubbio Riscontri non solo su documenti però. I pubblici ministeri Antonella Duchini e Mario Formisano hanno infatti interrogato persone per tutto il giorno in caserma a Gubbio. I nove raggiunti da avviso di garanzia, ma non solo. Anche persone semplicemente informate sui fatti. Che hanno scritto, visto o sentito qualcosa in Comune. Ipotesi da verificare anche perché dopo gli arresti di san Valentino per l’affaire Goracci, di persone a parlare sarebbero state non poche. Come non poche sono le verifiche da fare in un’indagine sulla gestione di un ente pubblico.
La raccolta di firme Intanto invece gli arrestati attendono martedì 28 per l’appuntamento davanti al tribunale del Riesame che sperano li rimetta in libertà. Mentre i loro familiari hanno organizzato una raccolta di firme in piazza a Gubbio per sabato e domenica. Sarebbe stata proprio la moglie di Goracci a chiedere l’autorizzazione all’attuale sindaco per mettere un banco in piazza 40 Martiti. La moglie che sulla pagina Facebook a sostegno del marito scrive di avergli fatto visita in carcere e di averlo trovato «bene, considerata la situazione».
Il gruppo cresce Il gruppo sul social network è cresciuto e ha toccato i 325 iscritti, che quotidianamente si scambiano informazioni su come stanno i loro ‘compagni’ in carcere. Tutti ovviamente convinti della loro innocenza, vogliono manifestare in ogni modo la loro solidarietà a chi è dietro le sbarre. E sabato e domenica la raccolta di firme di solidarietà servirà a questo.


Seguo con molta attenzione tutta la questione.
don Sergio Andreoli
Foligno
Un saluto a Orfeo.
don Sergio Andreoli
Foligno