È in corso davanti al tribunale di Perugia il processo nei confronti di due uomini, un 52enne di Todi e un 54enne marocchino, accusati a vario titolo di truffa e minacce aggravate nell’ambito di una compravendita di beni e attrezzature legate a un’attività di autoricambi. Secondo quanto riportato nel decreto di citazione a giudizio della Procura di Perugia il procedimento nasce da fatti risalenti al 2020 e riguarda una presunta sottoscrizione apocrifa apposta su una scrittura privata relativa alla vendita di macchinari e attrezzature. L’accusa sostiene che i due imputati, «in concorso tra loro, con artifizi e raggiri», avrebbero predisposto un documento nel quale il prezzo della compravendita veniva indicato in 10 mila euro, mentre l’accordo verbale tra le parti sarebbe stato pari a 15 mila euro. Secondo la contestazione formulata dalla Procura la differenza di 5 mila euro non sarebbe mai stata versata, procurando così «un ingiusto profitto con altrui danno». Nel capo di imputazione si parla inoltre di firma falsa apposta sulla scrittura privata consegnata alla parte offesa per il controllo tramite un legale.
Minacce All’imputato tuderte viene contestato anche un ulteriore episodio avvenuto nell’ottobre del 2020: secondo l’accusa avrebbe minacciato la persona offesa nel corso di una telefonata ascoltata in viva voce anche da un’avvocatessa presente. Nel decreto di citazione vengono riportate alcune frasi ritenute intimidatorie, tra cui: «Ti faccio pentire di essere nato» e «chi gli tocca non sei n’grugni». Il procedimento è attualmente in corso davanti al giudice Antonietta Martino del tribunale di Perugia.
