di Daniele Bovi
Non si ferma la caduta del mercato immobiliare della regione, che fa registrare ancora pesanti segni meno. Secondo i dati Istat, pubblicati mercoledì, sulle compravendite e i mutui stipulati in Umbria nel primo semestre del 2013, le prime sono scese del 14,4% mentre i secondi del 12,8%. Flessioni in tutti e due i casi più accentuate rispetto alla media nazionale. Per quanto riguarda le compravendite infatti, in Italia nel primo semestre sono calate dell’8,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre i mutui del 4,3%. A parziale consolazione, c’è da dire che almeno la corsa al ribasso rallenta: i primi sei mesi del 2012 infatti, se paragonati a quelli del 2011 avevano fatto segnare un tonfo del 19% mentre i mutui di ben il 38%.
I numeri In termini assoluti l’Istat spiega che in Umbria tra gennaio e giugno 2013 le compravendite sono state complessivamente 4.085 (di cui 3.757 sono abitazione mentre il resto sono spazi commerciali) contro le 4.770 del 2012. Nel primo trimestre la flessione è stata del 20% e dell’8,7% nel secondo, che significa complessivamente -14,4%, tutto concentrato nel settore delle abitazioni visto che i numeri per quanto riguarda quello commerciale (che vale circa l’8%) sono sostanzialmente identici. Sempre parlando in termini assoluti, tra gennaio e giugno di due anni fa le compravendite furono 5.489. Come accennato poi, i mutui, i finanziamenti e le altre obbligazioni con concessione di ipoteca sono calate del 12,8%.
Mutui Ovvero, sono passate dalle 1.557 dei primi 180 giorni del 2012 alle 1.358 di 12 mesi dopo: 690 quelli stipulati nel primo semestre 2013 e 668 nel secondo. Se il confronto invece lo si fa con due anni fa, si può parlare di un quasi dimezzamento visto che in quel periodo i mutui accesi furono 2.520. A livello nazionale invece le convenzioni registrate per compravendite di immobili sono state 295.785, di cui 275.437 nel settore residenziale (il 93,1% delle convenzioni), 18.146 nel settore economico (il 6,1% delle convenzioni) e ulteriori 2.202 per trasferimenti di unità immobiliari ad uso speciale e per multiproprietà (lo 0,8% delle convenzioni). Un rallentamento dell’andamento negativo si registra per entrambi i primi due trimestri dell’anno e per tutti i comparti oltre che, sebbene con percentuali diverse, in tutte le aree del Paese.
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